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  • Letterature comparate 2020


    CHE COS'E' UN AUTORE? CHE COS'E' UN'AUTRICE?



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    Nel panorama della letteratura contemporanea, la figura dell'autore o dell'autrice di testi letterari è al centro di dibattiti, discussioni, revisioni che investono sia le riflessioni teoriche e specialistiche, sia l'opinione pubblica e il senso comune. Il corso prende spunto dalla cultura contemporanea per delineare un percorso storico attraverso casi in cui la questione dell'autorialità ha assunto una problematica centralità. La complessità della figura autoriale verrà illustrata e discussa attraverso letture incrociate di testi teorici e opere letterarie, anche il confronto di altri discorsi culturali (cinema, arti visive ecc.)


    Calendario: 7, 10, 14, 17, 21, 24, 28, 31 ottobre, 4, 7, 11, 14, 18, 21, 25, 28 novembre, 2, 5, 9, 12, 16, 19 dicembre 2020


    Obiettivi

    ➢ Conoscere i testi letterari presi in considerazione, i loro autori/autrici e i contesti in cui sono stati prodotti ➢ Comprendere il problema teorico generale della questione autoriale ➢ Comprendere i testi teorici ➢ Conoscere e saper lavorare con una diversità di prospettive di approccio ai testi letterari ➢ Comprendere e saper utilizzare le diverse modalità secondo cui posizioni teoriche possono essere fatte interagire con testi narrativi ➢ Comprendere le interazioni tra narrazioni letterarie e altre forme di narrazione (cinema, televisione, videoarte ecc.) ➢ Sviluppare metodologie di analisi che consentano di formulare giudizi autonomi ➢ Saper costruire relazioni significative tra testi appartenenti a diversi contesti e a diversi media

    Prerequisiti


    ➢ Conoscere nozioni di base di storia della letteratura europea
    ➢ Conoscere nozioni di base di teoria della letteratura e della narrazione
    ➢ Conoscere nozioni di base di storia del cinema e storia dell'arte

    Contenuti

    CHE COS'E' UN AUTORE? CHE COS'E' UN'AUTRICE?

    Nel panorama della letteratura contemporanea, la figura dell'autore o dell'autrice di testi letterari è al centro di dibattiti, discussioni, revisioni che investono sia le riflessioni teoriche e specialistiche, sia l'opinione pubblica e il senso comune. Il corso prende spunto dal dibattito contemporaneo per delineare un percorso storico attraverso casi in cui la questione dell'autorialità ha assunto una problematica centralità. La complessità della figura autoriale verrà illustrata e discussa attraverso letture incrociate di testi teorici e opere letterarie, e anche attraverso il confronto con altri discorsi culturali (cinema, arti visive ecc.). Dopo un'introduzione agli studi letterari comparati (1) il corso sarà diviso in due parti: una in cui verrà ricostruito il dibattito contemporaneo attraverso letterure teoriche e di testi letterari (2) e una in cui verrà proposto un percorso storico con appronfondimento di alcuni casi di studio relativamente all'autorialità (3).

    Metodi Didattici


    ➢ Lezioni frontali
    ➢ Esercizi di lettura dei testi teorici
    ➢ Esercizi di analisi dei testi letterari
    ➢ Visione di materiali audiovisivi 
    ➢ Esercizi di analisi e comparazione di testi letterari, visivi e audiovisivi
    ➢ Discussioni seminariali
    ➢ Preparazione alla stesura di una relazione scritta

    Verifica dell'apprendimento

    1. Relazione scritta L’esame prevede la stesura di una relazione scritta di 1500-2000 parole (in forma di risposte a una serie di domande che verranno fornite alla fine del corso e rese disponibili sul sito dopo la conclusione del corso) su un testo a scelta tra quelli al punto 3 (con lettura integrale e possibilmente in originale dei testi letterari). La relazione dovrà essere consegnata, attraverso il sito del corso, nello spazio specifico dell’appello orale che si vuole sostenere, almeno due settimane prima della data in cui si intende sostenere l’appello per l’ammissione all’orale.
    2. Colloquio 
    L’esame orale consisterà in una discussione della relazione scritta e in una verifica della conoscenza degli altri argomenti trattati durante il corso. La finalità è quella di accertare la conoscenza e la comprensione delle nozioni discusse durante il corso, nonché la capacità di applicazione di tali conoscenze, ai fini dello sviluppo di un giudizio critico da parte delle studentesse e degli studenti. 

    Criteri di valutazione: 

    18 = 

    Per la relazione scritta: 
    - accertata lettura integrale del testo prescelto
    - testo comprensibile e coerente
    - capacità dimostrata di far interagire le conoscenze e le nozioni acquisite durante il corso con le peculiarità del testo letto 

    Per il colloquio orale:
    - conoscenza e comprensione fondamentale degli argomenti trattati durante il corso (a + b)
    - acquisizione delle nozioni fondamentali sui testi studiati nel corso (cronologia, inquadramento storico, trama, dati sugli autori/autrici,.)
    - acquisizione delle nozioni fondamentali relative alle posizioni teoriche illustrate nel corso
    - capacità di mettere il testo letto in relazione con gli altri argomenti trattati nel corso (contestualizzazione)

    30 =

    Per la relazione scritta: 
    - lettura approfondita e dettagliata del testo prescelto
    - testo ben organizzato, con costruzioni argomentative serrate e convicenti
    - individuazione di articolazioni convincenti e originali tra il testo letto e gli altri argomenti trattati nel corso
    - proposta di lettura critica autonoma, fondata su conoscenze ampie e approfondite 

    Per il colloquio orale:
    - conoscenza approfondita e dettagliata, comprensione ed elaborazione ulteriore condotta in autonomia degli argomenti trattati durante il corso (a + b)
    - conoscenza approfondita e dettagliata dei testi studiati nel corso (cronologia, inquadramento storico, trama, dati sugli autori/autrici,.)
    - comprensione approfondita e capacità autonoma di discussione delle posizioni teoriche illustrate nel corso
    - capacità autonoma di mettere il testo letto in relazione con gli altri argomenti trattati nel corso, al di là della mera contestualizzazione.

    N.B. 
    1. Per ragioni organizzative e di equità non è possibile accettare relazioni scritte non consegnate attraverso moodle2 nello spazio specifico dell'appello cui ci si intende presentare.
    2. Si consiglia vivamente di preoccuparsi per tempo di verificare la possibilità di accesso al sito del corso e l'acquisizione di password e username (la procedura non è immediata, richiede alcuni giorni

    Testi

    1. INTRODUZIONE AGLI STUDI LETTERARI COMPARATI  

    - R. Williams, Literature in Keywords. A Vocabulary for Culture and Society, London, Fontana, 1983, pp. 183-187; 
    - J. Hillis Miller, On Literature, London – New York Routledge, 2002, pp. 2-7;  
    - C. Guillén, L’uno e ilmolteplice. Introduzione alla letteratura comparata, Bologna, il Mulino,2001, pp. 51-55, 68-89.  


    2. TEORIE E DIBATTITI SULL'AUTORIALITA'

    a. 
    - R. Barthes, La morte dell'autore, in Id. Il brusio della lingua. Saggi critici IV, Torino, Einaudi, 1988, pp. 51-56;  
    - Michel Foucault, Que est-ce que un auteur?(1969), in, Dits et écrits, Paris, Gallimard, 1994, pp. 789-821. Traduzione italiana a cura di Cesare Milanese, Che cos’è un autore?, in Scritti letterari, Milano, Feltrinelli, 1971, pp. 1-21

    b. 
    Passi scelti da - J.M. Coetzee, Ian Mc Ewan, Roberto Bolaño, W.G.Sebald, Michel Houellebecq, Vladimir Sorokin, Kathy Acker, Elena Ferrante (antologia disponibile sullo spazio moodle del corso)

    3. UN PERCORSO STORICO: CASI DI STUDIO

    - Odýsseia (Odissea) (ed. consigliata: Torino, Einaudi, 2014, tr. it. di R. Calzecchi Onesti, I ed. 1963, con testo a fronte) VIII
    - Ch. de Troyes, Cligès ou la fausse morte (Prologo)
    - Dante Alighieri, Vita nova (ed. cons. Vita nuova, ed. Barbi, intr. G. Petrocchi, comm. M. Ciccuto, Milano, BUR, 1994 oppure Vita nova, ed. Gorni, a c. di L.C. Rossi, intr. G. Gorni, Milano, Mondadori, 2016): ed. Barbi: I, II, III, XIII, XVIII, XIX, XXVI, XLII; ed. Gorni: 1; 2 [1], [2]; 5 [1], [2], [3]; 6; 10; 17; 31 
    - Miguel de Cervantes, El ingenioso hidalgo don Quixote de la Mancha, vol. I e II, 1605-1615 (ed. cons. Don Quijote de la Mancha, ed. Francisco Rico, Madrid, Real Academia Española, 2004 e succ.; tr. it. cons. Don Chisciotte della Mancia, tr. it. V. Bodini, Torino, Einaudi, 1957 e succ.): vol. I, Prologo, cap. I-II, VI-IX; vol. II, Prologo, cap. I;
    - Lawrence Sterne, Life and Opinions of Tristram Shandy, gentleman, ed. cons. Hardmonworth, Penguin, 2003 e successive (tr. it. cons. La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo, a c. di F. Gregori, Milano, Mondadori, 2018), incipit
    - Bernardo Soares, Livro do desassossego (tr. it. cons. F. Pessoa (B. Soares), Il libro dell'inquietudine, a c e tr. it. di M. J. de Lancastre e A. Tabucchi, Milano, Feltrinelli, 1988, 1986 I): prefazione, nota del curatore, Fernando Pessoa presenta Bernardo Soares, pp. 25-30
    - J. L. Borges, Pierre Menard autor del Quixote, in Ficciones, in Obras completas 1923-1972, Buenos Aires, Emecé, 1979, pp. 444-450 tr. it. cons. Pierre Menard, autore del Chisciotte, in Finzioni, tr. it. F. Lucentini, Torino, Einaudi, 1955
    - I. Calvino, Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979), Milano, Mondadori, 1994 - presentazione e cap. 1



  • 10 ottobre 2020

    Introduzione al tema del corso:
    Che cos'è un autore? Che cos'è un'autrice?

    lI percorso delle lezioni inizia dalla considerazione di alcuni casi significativi della letteratura italiana contemporanea, quello di Elena Ferrante prima di tutto. L'ansia di identificazione dell'autrice, di svelamento della sua identità personale, che ha accompagnato il successo internazionale dell'opera non può che dirci qualcosa a proposito del fatto che attorno alla questione dell' "autore" e dell' "autrice" di opere letterarie (e non solo) si sta giocando una partita significativa per il presente. Tra l'altro, la cultura italiana contemporanea offre anche riflessioni importanti grazie al caso di Wu Ming, collettivo di scrittori, attivo dalla fine degli anni Novanta dello scorso secolo, apertamente teso a mettere in discussione la figura autoriale così come essa viene data per scontata nel senso comune.

    Essere un autore o un'autrice di letteratura significa avere un volto, una biografia, una definizione anagrafica; significa avere un'immagine pubblica, interagire in diversi modi con i propri lettori e le proprie lettrici. Da una parte, l'editoria, il sistema dei festival letterari, il mercato, ma anche la critica continuamente rafforzano questa visione. Dall'altra, gli scrittori e le scrittrici riflettono attraverso le loro opere e la loro costruzione di sè su questi temi scardinandone completamente i presupposti nei modi più diversi. 

    Tra i nomi e gli esempi che si possono ricordare a questo proposito, e che rappresentano gli scrittori e le scrittrici più significative nel presente: 

    - J.M. Coetzee e la sua costante messa in discussione della figura autoriale (dalla creazione di personaggi di autori, come Defoe o Dostoevskij, fino alla creazione di diversi alter ego, prima fra tutti Elizabeth Costello, ma anche J.C. o John Coetzee, a partire dagli anni 2000; fino ancora al gioco complesso che J.M. Coetzee mette in atto con il suo specifico "nome d'autore")

    - Ian Mc Ewan in Atonement ha costruito una potente mise en abyme del percorso di costituzione di una figura autoriale mettendo in campo la dimensione della responsabilità e della colpa

    - Roberto Bolaño, nel suo grande capolavoro postumo 2666, ha messo in scena il culto per una figura autoriale come punto di partenza per una serie di vicende che portano direttamente al cuore della violenza del passato e del presente

    - W.G.Sebald ha inventato un genere di fototesto particolare e orginale, al cui centro c'è una voce narrante che continuamente costruisce e ricostruisce se stessa

    - Michel Houellebecq ha rimesso provocatoriamente al centro del dibattito il ruolo dello scrittore e delle sue, spesso inaccettabili posizioni politiche

    - Vladimir Sorokin ha invece spostato sul piano della parodia e della satira la riflessione sulla grande letteratura russa del passato come energia fondamentale per il futuro, manipolata però dal potere staniliano, in Lardo azzurro (Goluboe salo).

    - Kathy Acker, la punta delle cultura punk newyorkese degli anni Ottanta, dedita sistematicamente alla riscrittura e appropriazione di Dickens, Cervantes ecc.

    -molti altri e molte altre si potrebbero aggiungere a questa lista, a cominciare dall'opera complessiva di Enrique Villa Matas e ...

    Ma tutti questi esempi, appartenenti a diverse culture e portatori di diverse intenzioni e modalità, spingono a riflettere teoricamente su questioni che sono evidentemente brucianti e allo stesso tempo ricostruire storicamente un percorso che evidenzi la centralità problematica e costitutiva di questi temi in tutta la letteratura occidentale e non solo.

  • 14, 17, 21 ottobre 2020

    Teorie e dibattiti sull'autorialità


    Tra il 1968 e il 1969 escono due saggi fondamentali per la messa in discussione della questione autoriale, da cui si possono ancora trarre spunti fondamentali. Da una parte, La morte dell'autore di Roland Barthes, pone l'attenzione sulla necessità di "far morire" la figura autoriale come elemento individuale all'origine dell'opera per aprire la letteratura alla considerazione degli aspetti della ricezione e della pervasività dell'écriture. Dall'altra parte Michel Foucault cambia la prospettiva assertiva barthesiana per porre una domanda fondamentale, Che cos'è un autore?, e trovarne le risposte nella formulazione della nozione di "funzione autoriale" scandita attraverso 4 dimensioni (nome d'autore, rapporto di appropriazione, rapporto di attribuzione, posizione autoriale)



    Riferimenti e materiali:

  • 24, 28, 31 ottobre 2020

    Dalla questione omerica alla lirica


    I testi che si considerano come l’origine della letteratura occidentale, l’Iliade e l’Odissea, presentano già da subito un colossale problema autoriale. Chi è l’autore di questi testi? Omero? E a che cosa corrisponde questa mitica figura di cantore cieco della cui biografia si perdono le tracce? E, ammesso che sia esistito, è possibile che abbia composto entrambi i poemi? Non si dovrebbe pensare piuttosto a un’autorialità anonima collettiva e soprattutto orale? Ma in che termini? 

    A tutte queste incessanti domande la cultura occidentale ha cercato di rispondere in modi diversi, a partire dai grammatici alessandrini sino al Novecento, fornendo di volta in volta indizi e spiegazioni che parlano più dell’epoca e del mondo intellettuale che li ha prodotti che dell’autorialità effettiva dei due grandi poemi. Ma la risposta più probante si trova senza dubbio all'interno dei testi stessi, in particolare nel canto VIII dell'Odissea dove attraverso un procedimento di mise en abime il poema mette in scena la sua stessa genesi, realizzazione e fruizione. A dimostrazione del fatto che, in fin dei conti, la problematicità della questione autoriale fonda davvero la letteratura occidentale. 

    Sarà proprio la nascita della lirica, in ambito eolico, a rispondere a questa problematicità con l’invenzione dell’ “io” poetico, come qualcosa che val la pena di difendere, al di là dei valori guerreschi dell’eroismo e dell’onore (Archiloco, fr. 5 West) e come epitome di un coacervo di sensazioni in cui la soggettività individuale passa anche attraverso la dimensione del singolo corpo (Saffo, fr. 31 Voigt). Fino a che Orazio, a conclusione del III libro delle sue Odi, costruirà nel suo Exegi monumentum aere perennius l’apiteosi dell’io poetico, fondata sulla gloria imperitura e sulla memoria dei posteri.



    Riferimenti e materiali:


  • 4, 7, 11, 14 novembre 2020

    Dall'epica medievale a Dante


    Da una parte la longue durée medievale identifica nettamente l'autorialità con l'auctoritas dell'ipse dixit, riconoscendo solo a singole voci l'autorevolezza e la possibilità di una parola originale e definitiva; dalll'altra la fruzione di narrazioni fa riferimento al mondo dell'anonimato collettivo dell'epica nelle sue varie manifestazioni. Da una parte, dunque, c'è l'auctor per eccellenza, Aristotele, che viene tradotto, commentato, chiosato, annotato, dando origine a una testualità complessa e stratificata con una disposizione peculiare delle voci sul supporto materiale della scrittura. Dall'altra parte, invece, si trova l'epica anonima e collettiva che si dà in numerose forme e linee di trasmissione che convergono su alcuni temi, personaggi, strutture. E' questo il caso del corpus che si definisce come ciclo bretone frutto di un intreccio tra la tradizione dei romanzi "antichi" , quella delle leggende celtiche e l'influsso della lirica provenzale, con un riferimento particolare all'emergenza sociale della cavalleria. 

    Chrétien de Troyes (in particolare nel prologo di Cligès) assumerà questo corpus come punto di partenza per una prima rivendicazione della sua autorialità individuale, proponendosi come traduttore, come colui che trasmette una tradizione, aprendo in questo modo la possibilità di una funzione autoriale identificabile con una soggettività singola, con un nome, un cognome e una, per quanto scarna, biografia.

    Ma l'operazione verrà ripresa su una scala più vasta e sistematica da Dante Alighieri che programmaticamente costruisce se stesso come grande autore individuale all'interno delle proprie opere. A partire dalla Vita nova, Dante adotterà le modalità del commento agli auctores, introducendo però una grande novità: i testi che Dante commenta e chiosa nella sua prima raccolta poetica sono i suoi stessi testi, le sue poesie giovanili che verranno ripensate e riorganizzate nel prosimetro. L'operazione non solo si riproporrà nel Convivio, ma troverà un nuovo sviluppo nella Commedia:a partire dall'Inferno fino al Purgatorio, infatti, Dante inanellerà una serie di riconoscimenti alla sua stessa autorialità che culmineranno nel passaggio al Paradiso come autore autonomo, non più costretto a basarsi sulla guida e il magistero di altri auctores per realizzare il suo grande progetto poetico.


    Riferimenti e materiali:

  • 18, 21, 25 novembre 2020

    Don Chisciotte e dintorni


    A metà Quattrocento, l'invenzione della stampa apre la possibilità della riproducibilità tecnica delle opere letterarie e delle opere d'arte in generale. Contemporaneamente, si fa strada una consapevolezza e un bisogno di riconoscimento dell'autorialità individuale che si può facilmente ritrovare nell'opera di un artista come Dürer. E' lui infati a inventare un proprio monogramma da inserire all'interno delle opere che verranno riprodotte come incisioni; ed è sempre lui a produrre una serie significativa e originale di autoritratti. Tutto questo è prova non solo del crescente bisogno di riconoscimento dell'autorialità individuale, ma anche dell'apertura di una riflessione, una vera e propria mise en abyme sulla questione stessa dell'autorialità che arriva fino al Velázquez di Las meninas e che si ritrova con particolare evidenza nella costruzione di Don Chisciotte.

    Il romanzo di Cervantes si presenta, infatti, come un vero e proprio repertorio di tutte le possibilità aperte dalla questione autoriale: non solo perché l'autorialità di Cervantes stesso è instabile, tra l'edizione di Don Chisciotte del 1605 e quella del 1615, ma anche perché viene messa continuamente in dubbio ogni possibilità di affermazione di una soggettività univoca e monolitica e di ogni pratica che si riconosca come produzione artistica originale.




    Riferimenti e materiali:

  • 28 novembre, 2 dicembre 2020

    Tristram Shandy e il romanzo del Settecento


    La nascita del romanzo - novel - in Inghilterra nel primo settecento risponde a una serie di cambiamenti a livello sociale (enclosures, inurbamento), nella struttura economica (colonialismo, schiavismo, rivoluzione industriale, nascita del capitalismo), nella condizione culturale (alfabetizzazione, nuove condizioni materiali nelle tecniche di stampa, sviluppo industria editoriale e di un mercato). A loro volta questi mutati contesti si riverberano in modificazioni importanti a livello di produzione e ricezione dei testi letterari che investono anche e soprattutto la definizione dell'autorialità. Il genere nuovo e inedito apre nuove e inedite possibilità autoriali.

    Qualche decennio più tardi, Sterne con il suo Tristram Shandy offrirà una nuova messa in discussione meta-romanzesca di queste possibilità disgregando il genere autobiografico e le sue convenzioni con la narrazione di una vita che non riesce a cominciare, in cui il personaggio che dice io e che vuole farsi "autore" del racconto di sé è sopraffatto da una miriade di digressioni e materiali riassemblati, sfumando continuamente nei processi dell'atto della lettura





    Riferimenti e materiali:

  • 5 dicembre 2020

    La definizione del diritto d'autore e della responsabilità autoriale


    E' nel corso dell'Ottocento che l'instabilità e la fluidità della definizione della soggettività autoriale individuale tende a chiudersi in una normatività che viene sancita anche dal punto di vista giuridico. La storia di queste definizioni giuridiche è lunga e inizia già nel Quattrocento, in seguito all'invenzione della stampa, ma è solo nel 1886 che troverà una sanzione ufficiale con la convenzione di Berna, riconosciuta a livello internazionale, anche se più volte rivista e ricorretta fino a nostri giorni. 



    Riferimenti e materiali:


  • 9, 12, 16 dicembre 2020

    Pessoa, Borges, Calvino


    Il percorso attraverso la fenomenologia di casi significativi rispetto alla questione dell'autorialità ci riporta al Novecento per esaminare tre casi significativi: in Pessoa, Borges e Calvino possiamo osservare ulteriori modalità di problematizzazione della figura autoriale e della sua messa all'opera nei testi letterari. Fernendo Pessoa introduce sistematicamente la possibilità degli eteronimi, non semplici pseudonimi, ma veri e propri soggetti, di cui costruisce nome e cognome, biografia, altri tratti di definizione, come stile, opere, cultura. Da parte sua Borges porta alle estreme conseguenze quella mise en abime dell'autorialità che già Cervantes ci aveva suggerito e ci offre nelle sue opere delle radicali riconsiderazioni degli aspetti più fortemente teorici che abbiamo preso in considerazione. Calvino, infine decostruisce letteralemente la possibilità della lettura come qualcosa di sperato dal produzione del testo stesso, la incorpora in esso e ne mostra tutte le possibilità e tutti i limiti.



    Riferimenti e materiali: