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Il sito si propone di evidenziare come la Compagnia delle Indie Orientali abbia influito sulla vita di circa trenta famiglie facenti parte dell’aristocrazia britannica fra il diciottesimo e diciannovesimo secolo. Grazie a un database formato da “case studies” è possibile conoscere, a partire dalla locazione e immagine delle case di queste famiglie, la loro storia e come la Compagnia abbia giocato un ruolo importante in essa. Non solo, è possibile anche vedere come le relazioni commerciali con le Indie abbiano influito sulla società britannica del tempo grazie all’importazioni di molti oggetti divenuti simbolo della Gentry.  


Autori:     

Come indicato nella sezione “about” del sito il progetto presenta quattro membri principali, in primo luogo la fondatrice, la professoressa di storia moderna britannica alla University College of London, Margot Finn che ha collaborato con tre ricercatrici provenienti da diverse parti della Gran Bretagna ma unite dall’interesse per l’attività della Compagnia e la storia del luogo. Inoltre, hanno partecipato sia coordinatori di importanti musei di Londra sia archivisti specializzati per la creazione del sito. Ruolo fondamentale hanno avuto una lunga serie di studiosi che si è occupata, anche per interesse personale, di raccogliere informazioni sulle abitazioni e famiglie.


 Contenuti e fonti:     

Il progetto è suddiviso in tre sezioni collegate fra loro: “House case studies”, che porta ad un elenco di abitazioni la cui costruzione è legata all’attività dei proprietari svolta nella Compagnia; “Family case studies”, che ci fornisce ampie informazioni sulle famiglie proprietarie delle case e le loro relazioni con la Compagnia; infine la sezione “Objects case studies”, dove a partire da un oggetto possiamo cogliere l’importante influenza che avevano i traffici commerciali sulla società britannica. Le principali fonti sono stati documenti, come lettere di membri delle famiglie e documenti della compagnia contenuti in diversi archivi, oggetti e dibattiti.


 Funzionalità:     

Il sito permette di visitare a sinistra i tre campi di ricerca principali che compongo il database, posti in relazione fra loro. Da qui è possibile raggiungere una breve guida che spiega il contenuto di ogni sezione e un elenco dei collaboratori che hanno effettuato i Case studies. Dal menù principale, posto in alto, invece si possono raggiungere facilmente le pagine che forniscono informazioni sugli obbiettivi e i promotori del progetto, visualizzano elementi di supporto alla ricerca in questo ambito e le pubblicazioni dei membri. È inoltre possibile contattare la curatrice, data l’indicazione della sua mail nella colonna di sinistra.


 Obiettivi e pubblico di riferimento:     

Il progetto si propone l’obbiettivo di fornire ad un pubblico di studiosi e non uno strumento che permetta non solo di analizzare la cultura Anglo-indiana sviluppatasi in Gran Bretagna fra il diciottesimo e diciannovesimo secolo, ma pone l’accento sull’importanza di studiare gli oggetti nel loro contesto storico, di come le dinamiche createsi con le attività della Compagnia delle Indie abbiano cambiato la storia di numerose famiglie divenute o già facenti parte della Gentry. Questo mettere in relazioni individui, oggetti e la loro storia fornisce un’ampia visione su come fosse la vita nella società di allora.


 Architettura web, chiarezza, navigabilità:         4
Accessibilità e ricercabilità dei dati:         4
Qualità grafica, impatto visivo:         3
 Rilevanza del tema:         3
Ricchezza dei contenuti:         4
 Qualità degli apparati descrittivi e delle guide:         3
Giudizio complessivo:     

Il sito risulta facilmente navigabile, grazie all’home page intuitiva e al layout semplice. Inoltre, grazie alla sezione “about” fin da subito si capisce di che cosa tratta.

Le 3 sezioni che compongono il database sono facilmente navigabili, ma a mio parere troppo dense di informazioni che si presentano in un unico blocco di testo, spesso difficili da leggere. Inoltre, la colonna a destra con i tweet risulta poco pertinente, dato che questi mostrano anche informazioni non inerenti al sito. Molto comoda è la possibilità di scaricare in pdf sia le biografie prodotte dal progetto, che i diversi case studies.


URL:      https://blogs.ucl.ac.uk/eicah/home/
Tipologia:      Presentazione/visualizzazione di dati
Firma:      Piovesan Elisa
Immagine:     
Data della recensione:      21 novembre 2021