Schema della sezione

    • Docente titolare del corso
       
      Edoardo N. Fragale
       
      Testi di riferimento
       
      1) G. Rossi, Diritto dell'ambiente, Giappichellli, ult. ed.
       
      2)  I frequentanti potranno studiare adoperando i materiali messi a disposizione dal docente, durante il corso.
       
      Programma del corso
       
      Diritto dell'ambiente tra diritti soggettivi e interessi diffusi; l'ambiente come bene unitario; le fonti internazionali, europee e interne del diritto ambientale; le funzioni amministrative in materia ambientale; le amministrazioni preposte alla tutela dell'ambiente; i procedimenti ambientali; tecniche e regolazione di protezione ambientale; le informazioni, la partecipazione; le associazioni di protezione ambientale; la sostenibilità ambientale; Il danno all'ambiente; i cambiamenti climatici; la qualità dell'aria; le autorizzazioni ambientali: VIA e VAS, AIA; etichette e certificazioni ambientali; la tutela della biodiversità; la tutela del suolo e delle acque; ambiente ed energia; il diritto penale ambientale.
       
      Il corso sarà organizzato per moduli didattici. Al termine di ciascun modulo, gli studenti saranno chiamati a svolgere delle prove intermedie individuali e collettive, con test a risposta multipla e risoluzione di casi concreti. Le prove saranno svolte sia in modalità individuale che collettiva. La partecipazione alle prove implica lo studio preventivo dei materiali messi a disposizione del docente durante le lezioni e darà luogo al riconoscimento di premialità ai fini del superamento dell'esame finale, secondo modalità concordate con gli studenti all'inizio del corso.
       
       
    • Responsabile scientifico:  Edoardo N. Fragale – Delegato IUSLIT “IPS/TM”

      La clinica legale ambisce a colmare la distanza tra sapere, saper fare e saper essere, fornendo un programma di impegno pratico, in cui gli studenti saranno chiamati a rendere prestazioni di studio, ricerca e consulenza proprie della professione giuridica; naturalmente sotto la supervisione del docente.

      La clinica mira, dunque, a replicare le dinamiche di funzionamento proprie di uno studio legale.

      La clinica costituisce anche strumento utile per (contribuire al)la soddisfazione di bisogni collettivi, radicati nel territorio.

      Sulla scorta di altre esperienze, la Law Clinic "Ambiente e Territorio" ambisce a collaborare con le amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di attività di comune interesse, munite di ricadute significative sul territorio, nei temi della rigenerazione urbana e della transizione energetica ed ecologica.

      Nella specie, il Comune di Trieste, nella cornice del Protocollo di intesa stipulato con la nostra Università (Trieste Città della conoscenza"), si è reso disponibile a collaborare per assicurare il successo di questa innovativa attività di didattica.

      Nell'ambito di diverse riunioni organizzate presso la sede del Comune, saranno, dunque, esaminati dagli studenti diversi casi pratici, riguardanti temi della rigenerazione urbana, e della transizione ecologica ed energetica.

      Il programma degli incontri è il seguente:

      SALA PORTIS, Passo Costanzi 2, Sesto Piano

      ORARIO: dalle 15.30 alle 17.30

       

      FASE ISTRUTTORIA

      21 aprile Bonifica ambientale
      28 aprile Accesso informaz. ambientali

      5 maggio Progetto di transizione energetica/ecologica (infrastrutture sost. ordin. viabilità).

      PARERE FINALE

      12 maggio Bonifica
      19 maggio Accesso

      26 maggio Progetto di transizione energetica

      La partecipazione ai lavori della clinica prevede la stesura di un parere finale, e darà titolo al riconoscimento di 3 crediti formativi CFU, nell'ambito delle attività a libera scelta dello studente del V anno.

      La partecipazione è comunque aperta a tutti gli studenti, a prescindere dall'anno di immatricolazione. Gli interessati potranno chiedere di partecipare, inviando una mail al docente.

      Il primo incontro del 21 aprile sarà anche l'occasione per la presentazione dell'iniziativa da parte del docente e dei dirigenti dell'amministrazione coinvolti nel progetto.

    • Martedì dalle 16:00 alle 19:00

      Mercoledì dalle 8:00 alle 11:00

      Le lezioni si terranno presso l'aula V dell'edificio A (Dip. Giurisprudenza)

  • 13 gennaio 2026.  ore 15:30

    27 gennaio 2026      "

    17 febbraio 2026.     "

    15 giugno 2026.         "

    7 luglio 2026.         "

    21 luglio 2026   "

    • Guida alla tesi di laurea 

      Premessa

      Con questa Guida si forniscono indicazioni metodologiche e prescrizioni editoriali – queste ultime vincolanti – al fine di assicurare uniformità, chiarezza e controllabilità delle tesi di laurea.

      Prescrizioni editoriali

      Ogni parte della tesi (intestazione, introduzione, primo capitolo, e così avanti) dovrà cominciare su una pagina dispari ed eventualmente proseguire su pagina pari; la redazione dovrà seguire i seguenti parametri, relativi rispettivamente a testo, titoli e note.

      I. Testo

      Il testo, a partire dall'Introduzione, sarà in corpo tondo; il corsivo sarà utilizzato per le parole straniere; si sconsiglia, di regola, l’uso del grassetto. Il carattere potrà essere uno qualunque fra i tanti disponibili; il corpo (i punti) sarà (saranno) 12; il rientro pari a 1 cm; il testo sarà “giustificato” (non “a bandiera”); l’interlinea sarà pari a 1,5. I margini saranno: 3 sinistro e 2,5 destro; 2,5 superiore e 2,5 inferiore.

      II. Titoli

      I titoli dei capitoli devono essere centrati, nello stesso carattere del testo, ma in punti 14 anziché 12; i titoli dei paragrafi, invece, sono allineati a sinistra senza rientro, in corsivo, con il numero iniziale in tondo.

      III. Note

      Le note saranno segnalate da un richiamo in apice, nello stesso carattere del testo, in corpo (punti) 10; esse saranno giustificate senza rientro, nello stesso carattere del testo, ma in corpo (punti) 10; l'interlinea sarà singola.

      b) Per quanto non espressamente previsto dai presenti criteri redazionali si rinvia alle indicazioni del docente relatore. 2

      Indicazioni metodologiche 

      La preparazione della tesi, normalmente, si svolge in quattro fasi.

      1. Assegnazione della tesi

      E' possibile chiedere l'assegnazione della tesi rivolgendosi ai docenti. Non ci sono tempistiche suggerite per chiedere o proporre al docente l'assegnazione di un tema di ricerca. E' consigliabile, tuttavia, intraprendere il lavoro di ricerca almeno un anno prima della data presumibile di discussione della tesi.

      2. Raccolta del materiale

      A partire da una bibliografia minima, suggerita inizialmente dal docente, il candidato avrà cura di cercare, raccogliere e schedare personalmente tutto il materiale necessario per la redazione della tesi, e in particolare:

       Opere generali di consultazione, come le voci dell’Enciclopedia del diritto, del Digesto, quarta edizione, dell’Enciclopedia giuridica Treccani, e simili.

       Trattati e manuali della materia prescelta e delle altre eventualmente rilevanti, nelle ultime edizioni ove si tratti di materia di diritto positivo.

       Commentari della legislazione.

       Principali contributi scientifici sul tema oggetto della tesi: monografie, articoli su riviste, note a sentenza.

       Repertori di dottrina e giurisprudenza. Per la sola dottrina, va consultato in particolare V. Napoletano, Dizionario bibliografico delle riviste giuridiche italiane, Milano (un volume all'anno); per la dottrina e la giurisprudenza, il Repertorio del Foro italiano, il Repertorio della Giustizia Civile, il Repertorio della Giurisprudenza Italiana. Il Repertorio del Foro Italiano e il Repertorio della Giustizia Civile (sotto la dizione Juris Data) sono consultabili anche mediante CD-Rom. Com’è noto, dall'ultima annata degli indici del repertorio (per materia o per legislazione) è possibile risalire alla voce che interessa, e di qui alla stessa voce nelle annate precedenti; sotto tale voce si troverà l'elenco dei contributi dottrinali e le massime delle sentenze pronunciate nella relativa annata, con l’indicazione delle riviste in cui gli uni e gli altri sono reperibili. Quanto alla dottrina, si dovrà fare particolare attenzione alle note a piè di pagina o incorporate nel testo, che permetteranno di risalire a ulteriori libri o articoli e quindi di ampliare la bibliografia; di regola, nelle note della tesi andrà citata solo letteratura che si è effettivamente consultata (divieto di citazioni “di seconda mano”). Quanto alla giurisprudenza, andranno parimenti citate le sole decisioni che si siano effettivamente consultate; si consiglia in particolare di leggere le sentenze per esteso, e non la sola massima.

      Normalmente, il materiale è fornito dalle biblioteche del Dipartimento di scienze giuridiche e delle singole Sezioni, nell'orario esposto negli appositi albi (disponibili anche in via telematica al sito www. univ.trieste.it/fgiuris/strutture e biblioteche), nei limiti e con le modalità di consultazione e di prestito previsti dagli appositi regolamenti. Va ricordato, ad esempio, che è escluso di regola il prestito dei manuali, dei codici, dei periodici e delle riviste in genere, delle enciclopedie e dei testi antichi; i libri in lingua straniera e il materiale anteriore al 1980 sono invece ammessi al prestito, ma alle condizioni di volta in volta indicate dagli addetti alle singole biblioteche di Dipartimento. Non è escluso che per le tesi di maggiore impegno il materiale vada raccolto in altre biblioteche, della stessa università triestina o anche di altri atenei, eventualmente ricorrendo al prestito librario interuniversitario o alla consultazione di testi informatizzati.

      3. Sistemazione del materiale

      Una volta raccolto tutto il materiale indispensabile per la redazione dell’intera tesi o di sue parti, esso va “sistemato” in una bibliografia e in un indice provvisorio, che dispongano la materia in un ordine che può essere logico, storico o d’altro tipo, ma che deve comunque consentire a chiunque consulterà la tesi di reperirvi le notizie essenziali. Bibliografia e indice provvisorio andranno sottoposti al relatore o almeno ai suoi collaboratori che seguano direttamente il lavoro. Relatore o collaboratori possono accettare bibliografia e indice provvisori, oppure suggerire cambiamenti o integrazioni, anche in corso d’opera; solo dopo la loro accettazione bibliografia e indice diventano definitivi.

      4. Stesura della tesi

      Di regola, la stesura della tesi segue l’ordine dell’indice, dal primo capitolo sino alla eventuale Conclusione e alla Bibliografia finale; si consiglia peraltro di redigere per ultima l’Introduzione, che dovrà tener conto dei risultati raggiunti nel resto del lavoro. I capitoli andranno numerati, forniti di un titolo e divisi in paragrafi anch’essi numerati ed eventualmente intitolati; numerazione e intitolazione sia dei capitoli sia dei paragrafi dovranno comunque ritrovarsi nell’indice. Ove i paragrafi siano intitolati, può essere utile premettere a ogni capitolo un sommario, corrispondente all’indice del capitolo; di regola, i titoli non sono seguiti dal punto fermo.

      Può essere opportuno, ove le conclusioni non possano già desumersi dall’Introduzione e dai paragrafi finali dei singoli capitoli, redigere un’apposita Conclusione: beninteso al fine – non di riassumere quanto si è già detto, bensì – di avanzare riflessioni personali (dalle quali è invece consigliabile astenersi nel corso dell’opera) e, nel caso delle materie di diritto positivo, anche proposte di riforma della legislazione vigente. Lo stile sarà sobrio e conciso, finalizzato anzitutto alla migliore comprensione del testo e delle tesi che si vogliono sostenere; è sconsigliata l’imitazione del peggiore gergo giuridico (tecnicismi non strettamente necessari, latinetti esornativi, “paroloni” in genere). Più in generale, sulla base dell’Indice, dell’Introduzione, della Conclusione e della Bibliografia finale, dev’essere possibile per chiunque si accosti al testo – e anzitutto per la Commissione di Laurea – conoscere gli argomenti toccati e le tesi sostenute dal candidato.

      Redazione della tesi

      Il testo della tesi segue certe regole standard, relative: 1) all’ordine delle parti; 2) alle citazioni; 3) alle note; 4) alla bibliografia. Con riferimento alle formalità tipografiche, si vedano le prescrizioni editoriali indicate all’inizio di questa Guida.

      1. Ordine delle parti

      Le parti della tesi si succedono nel seguente ordine: 

      – frontespizio, di cui si fornisce il modello in appendice alla presente Guida;

      – indice, nel quale compaiono titoli dei capitoli ed eventuali titoli dei paragrafi, con relativa pagina iniziale;

      – Introduzione, eventualmente divisa in paragrafi;

      – capitoli, numerati dall’1 in avanti;

      – eventuale Conclusione, sempre abbastanza concisa da non aver mai bisogno di divisione in paragrafi;

      – bibliografia finale.

      2. Citazioni

      Il testo della tesi può nominare singoli autori, specie ove si tratti di classici o, naturalmente, dell’autore oggetto della stessa tesi; è peraltro auspicabile – specie ove si tratti di autori meno noti o dello stesso relatore della tesi, per quanto illustre – che i nomi siano citati in nota e non nel testo. Le citazioni testuali – passi di un autore racchiusi fra virgolette, possibilmente “a sergente” (« ») – vanno usate solo in caso di necessità e devono essere rigorosamente fedeli alla fonte; sono ammesse solo omissioni di parti della citazione, segnalate da tre punti racchiusi entro parentesi quadre ([...]).

      3. Note

      Le note devono comparire a piè di pagina e non alla fine del capitolo, e vanno numerate capitolo per capitolo; ove la redazione della tesi avvenga per via informatica, com’è ormai comune, si procederà dunque a produrre altrettanti files quante sono le parti del testo dotate di note (singoli capitoli, Introduzione, eventuale conclusione). Le note sono esclusivamente finalizzate alla migliore comprensione del testo, e in particolare alla esplicitazione delle fonti di affermazioni in esso contenute. Particolare attenzione deve essere posta alla tecnica di citazione, che sarà diversa per legislazione, giurisprudenza e dottrina.

       Legislazione. Va indicata la data (per esteso) e il numero della fonte legislativa, con le abbreviazioni usuali: ad esempio, l. 8 agosto 1995 n. 332. Gli articoli di codice verranno citati con il rispettivo numero, seguito dal comma e dall'eventuale lettera (scritta in corsivo): ad esempio, art. 431 comma 1 lett. a c.p.p.

       Dottrina. Possono citarsi o libri o articoli contenuti in riviste, enciclopedie o su internet.

       Nel caso di libri, i modelli da seguire saranno i seguenti:

      – N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, Il Mulino, Bologna, 1979, p. 3 (o pp. 27-29); se già citato, N. Bobbio, Il problema della guerra, cit., p. 95 (o pp. 139-141). Ove il candidato preferisca omettere l’editore potrà farlo, ma in tal caso dovrà farlo sistematicamente, ossia per tutti i libri citati. Si prega di astenersi dal ricorrere a formule, solo apparentemente semplificatorie, come op. cit., ivi, ibidem, Id., Ead. anche dove si tratti dell’unica citazione di un autore o di citazioni contigue.

      – J. S. Mill, Saggio sulla libertà (1858), trad. it. Il Saggiatore, Milano, 1981, p. 112; in questo caso, trattandosi di traduzione, la cifra fra parentesi indicherà la data di pubblicazione dell’originale, sempre reperibile nelle pagine iniziali del libro.

      – O. Weinberger, Nuove considerazioni sulla teoria della nomodinamica, in L. Gianformaggio (a cura di), Sistemi normativi statici e dinamici, Giappichelli, Torino, 1991; se già citato, O. Weinberger, Nuove considerazioni, cit. La locuzione fra parentesi indica che si tratta del curatore di un’opera a più mani, per la quale è sconsigliato servirsi di sigle come A. V. o AA. VV ed è consigliato, invece, indicare il curatore. La locuzione (a cura di) può essere sostituita con (ed.) nel caso di opere in inglese.

       Nel caso di riviste o di voci di enciclopedia, i modelli saranno invece i seguenti:

      – G. Conso, Ad un anno dall'approvazione dello statuto di Roma istitutivo della corte criminale internazionale, in “Diritto penale e processo”, 1999, p. 797; se già citato, G. Conso, Ad un anno dall’approvazione dello statuto di Roma, cit., p. 802. Nelle materie di diritto positivo è possibile ricorrere ad abbreviazioni standard dei titoli delle riviste, che in tal caso vanno in corsivo: nel caso, “Diritto penale e processo” diviene Dir. pen. proc.

      – L. Carlassare, voce Regolamento (diritto costituzionale), in Enciclopedia del diritto, vol. xxxix, Giuffrè, Milano, 1988; se già citato, L. Carlassare, voce Regolamento, cit.

       Nel caso di internet, è sempre preferibile citare dall’edizione definitiva a stampa, se esiste; se peraltro si cita da internet, la citazione dev’essere tale da permettere a chiunque di risalire alla fonte.

       Giurisprudenza. Nelle citazioni di decisioni giudiziali, i modelli saranno i seguenti:

      – Corte cost., 31 gennaio 1992, n. 24, in “Giurisprudenza Costituzionale” (oppure Giur. Cost.), 1992, p. 312.

      – Cass. Pen., (Sez. Un.), 4 dicembre 1953, in “Diritto penale italiano” (oppure Dir. pen. it.), 1954, pp. 28-35.

      – Trib. Sanremo, 13 dicembre 1993, in “Giustizia civile” (oppure Giust. civ.), 1994, I, pp. 1401 ss.

      4. Bibliografia

      La bibliografia finale riporterà essenzialmente la dottrina citata o comunque effettivamente utilizzata, ed eventualmente, nelle materie di diritto positivo, legislazione e giurisprudenza. Nel caso delle altre materie potranno essere opportune partizioni della bibliografia; ad esempio, nel caso di tesi sull’opera complessiva di un autore, occorrerà distinguere letteratura primaria (testi di un autore) e letteratura secondaria (testi su un autore). La dottrina verrà citata nell’ordine alfabetico degli autori e nell’ordine cronologico dei lavori di ogni singolo autore citato. Rispetto alle note, vi saranno due differenze: in primo luogo, al fine di favorire l’ordinamento alfabetico automatico degli autori, si potrà citare prima il cognome e poi il nome (per esempio, S. Veca diviene Veca, S.); in secondo luogo, degli articoli si citerà, non la o le singole pagine già citate in nota, ma la pagina iniziale (specie nelle materie di diritto positivo) o meglio ancora le pagine rispettivamente iniziale e finale (specie nelle altre materie).

      Di seguito è riportato, a titolo meramente esemplificativo, un modello del frontespizio 

      UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE

      DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE,

      DEL LINGUAGGIO, DELL’INTERPRETAZIONE

      E DELLA TRADUZIONE

      Corso di Laurea in Giurisprudenza

      Tesi di Laurea in

      Diritto dell'ambiente

      Titolo della tesi

      Laureando/a: Relatore/Relatrice:

      Nome Cognome Chiar.mo/ma Prof./Prof.ssa

      Anno Accademico 2025-2026

    • Formattazione della tesi 

      Per quanto riguarda formato, spaziatura e dimensioni del carattere, è vivamente consigliato di non eccedere nella dimensione del carattere (in genere corpo 12)

      I margini su tutti i lati dovrebbero essere ampi mediamente 3 centimetri. Il lato superiore può essere un po' più ampio di quello inferiore e quello interno più di quello esterno, per tenere conto della rilegatura. Se si intende stampare la tesi in fronte/retro, tenere conto di questa circostanza (l'interno è a destra nelle pagine pari e a sinistra nelle pagine dispari).

      In linea di massima si può utilizzare l'interlinea 1,5.

  • Titoli di tesi in Diritto dell’Ambiente

    Filoni di ricerca prioritari eleggibili per pubblicazioni in rivista e/o per candidature per premi pubblici

    (comuni a Diritto Amministrativo)

    Filone 1 — La dogmatica dei diritti fondamentali davanti al potere amministrativo

    Titolo
    Diritti che non si affievoliscono? I diritti fondamentali davanti al potere amministrativo discrezionale, tra nucleo incomprimibile e bilanciamento

    Ambito
    Diritto Amministrativo · Diritto dell’Ambiente · Diritto Costituzionale

    Nucleo della ricerca
    Lo studente dovrà indagare il delicato confine tra diritti costituzionali incomprimibili e diritti finanziariamente condizionati o soggetti a bilanciamento. Il focus è sulla dinamica per cui un diritto fondamentale (salute, ambiente salubre) possa o debba affievolirsi in interesse legittimo quando incrocia l’esercizio del potere discrezionale della Pubblica Amministrazione.

    Casi di studio suggeriti

    • Caso ex-ILVA / Acciaierie d’Italia: il bilanciamento tra diritto alla salute e all’ambiente e diritto al lavoro e all’iniziativa economica privata nell’autorizzazione integrata ambientale (AIA).
    • Contenzioso climatico: il dovere dello Stato di adottare misure di mitigazione e la giustiziabilità delle omissioni pubbliche in materia ambientale (es. il caso Giudizio Universale in Italia).
    • Diritto alla salute e spending review: l’accesso a farmaci innovativi, orfani o a uso compassionevole fuori prontuario e i limiti di bilancio delle aziende sanitarie.

    Letture di partenza

    • E.N. Fragale, Le posizioni legittimanti nel processo amministrativo e il ruolo dei diritti costituzionali, in Diritto pubblico, n. 2/2023, pp. 395 ss.
    • E.N. Fragale, La cittadinanza amministrativa al tempo della digitalizzazione, in Diritto amministrativo, n. 2/2022.

    Filone 2 — Emergenza abitativa, soggetti deboli e governo del territorio

    Titoli (opzioni alternative)

    • Opzione A: Fuorisede, fuori mercato. Diritto allo studio, diritto all’abitazione e strumenti amministrativi di fronte alla turistificazione delle città universitarie
    • Opzione B: La casa come servizio pubblico. Locazioni brevi, piattaforme digitali e tutela dei soggetti deboli nel governo del territorio

    Ambito
    Diritto Amministrativo · Diritto Urbanistico e del Governo del Territorio · Diritto dell’Economia

    Nucleo della ricerca
    La ricerca intende verificare se l’alloggio per studenti e soggetti vulnerabili possa essere qualificato non come questione meramente contrattuale privata, ma come servizio pubblico locale a rilevanza sociale. Lo studente analizzerà come la pianificazione urbanistica comunale e i poteri di vigilanza possano evolversi per arginare le esternalità negative delle piattaforme digitali di locazione breve.

    Punti chiave da sviluppare

    • I motivi imperativi di interesse generale che legittimano la compressione della libertà d’impresa (direttiva Bolkestein) e della proprietà privata (art. 42 Cost.).
    • Gli strumenti amministrativi di contrasto: tetti alle locazioni brevi, vincoli di destinazione d’uso urbanistica, impiego di fondi pubblici per lo student housing e ruolo degli enti regionali per il diritto allo studio (es. ARDiS).

    Letture di partenza

    • E.N. Fragale, Il problema dei centri storici tra le sfide poste dalla sharing economy e le nuove istanze di salvaguardia, in Munus, n. 3/2020, pp. 549 ss.

    Filone 3 — Regolazione riflessiva e transizione ecologica dal basso

    Titolo
    Regolare senza comandare. Regolazione riflessiva e transizione ecologica: il caso delle comunità energetiche rinnovabili

    Ambito
    Diritto Pubblico dell’Economia · Diritto dell’Energia e dell’Ambiente

    Nucleo della ricerca
    Il filone esplora il passaggio dal modello di regolazione top-down (autoritativa e sanzionatoria) a quello della regolazione riflessiva e sussidiaria. In questo modello lo Stato non si limita a imporre precetti, ma stimola l’auto-organizzazione di cittadini e imprese per raggiungere obiettivi pubblici di decarbonizzazione.

    Punti chiave da sviluppare

    • Il quadro giuridico delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e delle altre forme comunitarie dell’energia dopo il recepimento delle direttive RED II e RED III.
    • Il ruolo del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e dell’ARERA nella disciplina dei modelli collaborativi.
    • La natura giuridica delle CER: enti del Terzo settore o operatori di mercato? La loro collocazione rispetto al Codice dei contratti pubblici e alla categoria dei beni comuni.

    Letture di partenza


    Filone 4 — I limiti esterni della giurisdizione amministrativa

    Titolo
    Il giudice che si fa legislatore? L’eccesso di potere giurisdizionale per sconfinamento e il controllo della Cassazione sulle sentenze del Consiglio di Stato

    Ambito
    Diritto Amministrativo · Giustizia Amministrativa · Diritto Costituzionale

    Nucleo della ricerca
    Lo studente dovrà indagare la figura dell’eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera del legislatore, denunciabile con ricorso per cassazione per i soli motivi inerenti alla giurisdizione (art. 111, comma 8, Cost.). Dopo la sentenza n. 6/2018 della Corte costituzionale, che ha escluso ogni rilievo alla gravità dell’errore interpretativo, la figura sembra relegata al rango di ipotesi di scuola. La ricerca dovrà verificare se esistano criteri operativi capaci di distinguere l’interpretazione, anche creativa, dalla produzione di una norma nuova, e se il dogma dell’irrilevanza della gravità del vizio sia davvero insuperabile.

    Casi di studio suggeriti

    • La vicenda dell’art. 105 c.p.a.: l’estensione delle ipotesi di annullamento con rinvio operata dall’Adunanza plenaria (sentenze n. 16/2024, n. 10/2025 e n. 2/2026), il rinvio pregiudiziale del T.A.R. Sicilia (ord. n. 1360/2026) e la declaratoria di inammissibilità della Cassazione (decreto n. 23776/2026).
    • Le sentenze dell’Adunanza plenaria nn. 17 e 18/2021 sulle concessioni balneari, come banco di prova dei limiti alla creatività giurisprudenziale.
    • Il caso Randstad: dalla Corte cost. n. 6/2018 alla Corte di giustizia UE (C-497/20).

    Punti chiave da sviluppare

    • La distinzione tra limiti esterni e limiti interni della giurisdizione e le sue ricadute sul riparto tra Cassazione e Consiglio di Stato.
    • I criteri dottrinali per individuare lo sconfinamento: lo scostamento radicale dal dato positivo, la tenuta della motivazione, il test comparativo di matrice francese (“un altro giudice avrebbe deciso così?”).
    • Il rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c. da parte del giudice amministrativo e i rischi per la specialità della giurisdizione amministrativa.

    Letture di partenza

    • E.N. Fragale, Il controllo della Corte di Cassazione sulle sentenze del Consiglio di Stato: aggiornare o superare la teoria dello sconfinamento in danno di altri poteri?, in Diritto processuale amministrativo, n. 2/2023.
    • G. Serra, Inammissibile il rinvio pregiudiziale alle Sezioni Unite sull’interpretazione dell’art. 105 c.p.a.: sul mezzo e sul fine, in Urbanistica e appalti, n. 5/2026, pp. 635 ss.

    Altri titoli

    Area 1 — Principi e fondamenti costituzionali

    • Nell’interesse delle future generazioni. La tutela dell’ambiente nella Costituzione dopo la riforma degli artt. 9 e 41
    • Decidere nell’incertezza. Il principio di precauzione nel diritto dell’ambiente e nella società del rischio
    • Non nuocere. Il principio del do no significant harm tra tassonomia europea, PNRR e azione amministrativa
    • Una materia trasversale. Il riparto di competenze tra Stato e regioni in materia ambientale
    • Sapere per partecipare. Accesso all’informazione ambientale e partecipazione del pubblico dopo la Convenzione di Aarhus

    Area 2 — Clima, energia e mercato

    • Il tempo che resta. La governance climatica verso la neutralità al 2050, tra Green Deal europeo e ordinamento interno
    • Il prezzo delle emissioni. Tutela dell’ambiente attraverso il mercato: il sistema europeo di scambio delle quote di gas a effetto serra (EU ETS)
    • Energia pulita, regole complesse. La disciplina delle fonti rinnovabili tra regimi autorizzatori, incentivi e aree idonee
    • Adattarsi al clima che cambia. Il Piano nazionale di adattamento e il ruolo delle amministrazioni locali

    Area 3 — Valutazioni ambientali e procedimento

    • Valutare prima di costruire. La valutazione d’impatto ambientale nella realizzazione delle grandi opere
    • Pianificare con lo sguardo lungo. La valutazione ambientale strategica di piani e programmi
    • La fretta e la cura. Semplificazione amministrativa e tutela dell’ambiente: un equilibrio difficile
    • L’autorizzazione unica. L’autorizzazione integrata ambientale tra prevenzione dell’inquinamento e continuità produttiva

    Area 4 — Natura, responsabilità e tutela giurisdizionale

    • Custodire la varietà del vivente. La tutela giuridica della biodiversità tra diritto internazionale, europeo e interno
    • Prevenire, punire, riparare. L’illecito ambientale e il sistema sanzionatorio, tra sanzioni amministrative e delitti contro l’ambiente
    • In nome dell’ambiente. La legittimazione ad agire per il danno pubblico ambientale tra Stato, enti territoriali e associazioni

    Area 5 — Risorse, rifiuti e territorio

    • Quando un rifiuto smette di esserlo. Economia circolare, sottoprodotti ed end of waste
    • Chi inquina paga, e chi no. Bonifica dei siti contaminati e posizione del proprietario incolpevole
    • Un bene di tutti. Il servizio idrico integrato tra tutela della risorsa e gestione industriale
    • Paesaggio e ambiente. Due beni distinti e la loro tutela nel Codice dei beni culturali e del paesaggio
    • Il suolo che resta. Il contenimento del consumo di suolo tra pianificazione urbanistica e rigenerazione
        • Titoli di tesi in Diritto Amministrativo

          Filoni di ricerca prioritari eleggibili per pubblicazioni in rivista e/o per candidature per premi pubblici

          (comuni a Diritto dell’Ambiente)

          Filone 1 — La dogmatica dei diritti fondamentali davanti al potere amministrativo

          Titolo
          Diritti che non si affievoliscono? I diritti fondamentali davanti al potere amministrativo discrezionale, tra nucleo incomprimibile e bilanciamento

          Ambito
          Diritto Amministrativo · Diritto dell’Ambiente · Diritto Costituzionale

          Nucleo della ricerca
          Lo studente dovrà indagare il delicato confine tra diritti costituzionali incomprimibili e diritti finanziariamente condizionati o soggetti a bilanciamento. Il focus è sulla dinamica per cui un diritto fondamentale (salute, ambiente salubre) possa o debba affievolirsi in interesse legittimo quando incrocia l’esercizio del potere discrezionale della Pubblica Amministrazione.

          Casi di studio suggeriti

          • Caso ex-ILVA / Acciaierie d’Italia: il bilanciamento tra diritto alla salute e all’ambiente e diritto al lavoro e all’iniziativa economica privata nell’autorizzazione integrata ambientale (AIA).
          • Contenzioso climatico: il dovere dello Stato di adottare misure di mitigazione e la giustiziabilità delle omissioni pubbliche in materia ambientale (es. il caso Giudizio Universale in Italia).
          • Diritto alla salute e spending review: l’accesso a farmaci innovativi, orfani o a uso compassionevole fuori prontuario e i limiti di bilancio delle aziende sanitarie.

          Letture di partenza

          • E.N. Fragale, Le posizioni legittimanti nel processo amministrativo e il ruolo dei diritti costituzionali, in Diritto pubblico, n. 2/2023, pp. 395 ss.
          • E.N. Fragale, La cittadinanza amministrativa al tempo della digitalizzazione, in Diritto amministrativo, n. 2/2022.

          Filone 2 — Emergenza abitativa, soggetti deboli e governo del territorio

          Titoli (opzioni alternative)

          • Opzione A: Fuorisede, fuori mercato. Diritto allo studio, diritto all’abitazione e strumenti amministrativi di fronte alla turistificazione delle città universitarie
          • Opzione B: La casa come servizio pubblico. Locazioni brevi, piattaforme digitali e tutela dei soggetti deboli nel governo del territorio

          Ambito
          Diritto Amministrativo · Diritto Urbanistico e del Governo del Territorio · Diritto dell’Economia

          Nucleo della ricerca
          La ricerca intende verificare se l’alloggio per studenti e soggetti vulnerabili possa essere qualificato non come questione meramente contrattuale privata, ma come servizio pubblico locale a rilevanza sociale. Lo studente analizzerà come la pianificazione urbanistica comunale e i poteri di vigilanza possano evolversi per arginare le esternalità negative delle piattaforme digitali di locazione breve.

          Punti chiave da sviluppare

          • I motivi imperativi di interesse generale che legittimano la compressione della libertà d’impresa (direttiva Bolkestein) e della proprietà privata (art. 42 Cost.).
          • Gli strumenti amministrativi di contrasto: tetti alle locazioni brevi, vincoli di destinazione d’uso urbanistica, impiego di fondi pubblici per lo student housing e ruolo degli enti regionali per il diritto allo studio (es. ARDiS).

          Letture di partenza

          • E.N. Fragale, Il problema dei centri storici tra le sfide poste dalla sharing economy e le nuove istanze di salvaguardia, in Munus, n. 3/2020, pp. 549 ss.

          Filone 3 — Regolazione riflessiva e transizione ecologica dal basso

          Titolo
          Regolare senza comandare. Regolazione riflessiva e transizione ecologica: il caso delle comunità energetiche rinnovabili

          Ambito
          Diritto Pubblico dell’Economia · Diritto dell’Energia e dell’Ambiente

          Nucleo della ricerca
          Il filone esplora il passaggio dal modello di regolazione top-down (autoritativa e sanzionatoria) a quello della regolazione riflessiva e sussidiaria. In questo modello lo Stato non si limita a imporre precetti, ma stimola l’auto-organizzazione di cittadini e imprese per raggiungere obiettivi pubblici di decarbonizzazione.

          Punti chiave da sviluppare

          • Il quadro giuridico delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e delle altre forme comunitarie dell’energia dopo il recepimento delle direttive RED II e RED III.
          • Il ruolo del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e dell’ARERA nella disciplina dei modelli collaborativi.
          • La natura giuridica delle CER: enti del Terzo settore o operatori di mercato? La loro collocazione rispetto al Codice dei contratti pubblici e alla categoria dei beni comuni.

          Letture di partenza


          Filone 4 — I limiti esterni della giurisdizione amministrativa

          Titolo
          Il giudice che si fa legislatore? L’eccesso di potere giurisdizionale per sconfinamento e il controllo della Cassazione sulle sentenze del Consiglio di Stato

          Ambito
          Diritto Amministrativo · Giustizia Amministrativa · Diritto Costituzionale

          Nucleo della ricerca
          Lo studente dovrà indagare la figura dell’eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera del legislatore, denunciabile con ricorso per cassazione per i soli motivi inerenti alla giurisdizione (art. 111, comma 8, Cost.). Dopo la sentenza n. 6/2018 della Corte costituzionale, che ha escluso ogni rilievo alla gravità dell’errore interpretativo, la figura sembra relegata al rango di ipotesi di scuola. La ricerca dovrà verificare se esistano criteri operativi capaci di distinguere l’interpretazione, anche creativa, dalla produzione di una norma nuova, e se il dogma dell’irrilevanza della gravità del vizio sia davvero insuperabile.

          Casi di studio suggeriti

          • La vicenda dell’art. 105 c.p.a.: l’estensione delle ipotesi di annullamento con rinvio operata dall’Adunanza plenaria (sentenze n. 16/2024, n. 10/2025 e n. 2/2026), il rinvio pregiudiziale del T.A.R. Sicilia (ord. n. 1360/2026) e la declaratoria di inammissibilità della Cassazione (decreto n. 23776/2026).
          • Le sentenze dell’Adunanza plenaria nn. 17 e 18/2021 sulle concessioni balneari, come banco di prova dei limiti alla creatività giurisprudenziale.
          • Il caso Randstad: dalla Corte cost. n. 6/2018 alla Corte di giustizia UE (C-497/20).

          Punti chiave da sviluppare

          • La distinzione tra limiti esterni e limiti interni della giurisdizione e le sue ricadute sul riparto tra Cassazione e Consiglio di Stato.
          • I criteri dottrinali per individuare lo sconfinamento: lo scostamento radicale dal dato positivo, la tenuta della motivazione, il test comparativo di matrice francese (“un altro giudice avrebbe deciso così?”).
          • Il rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c. da parte del giudice amministrativo e i rischi per la specialità della giurisdizione amministrativa.

          Letture di partenza

          • E.N. Fragale, Il controllo della Corte di Cassazione sulle sentenze del Consiglio di Stato: aggiornare o superare la teoria dello sconfinamento in danno di altri poteri?, in Diritto processuale amministrativo, n. 2/2023, pp. 326 ss.
          • G. Serra, Inammissibile il rinvio pregiudiziale alle Sezioni Unite sull’interpretazione dell’art. 105 c.p.a.: sul mezzo e sul fine, in Urbanistica e appalti, n. 5/2026, pp. 635 ss.

          Altri titoli

          Area 1 — Sport, potere e corti

          • Le regole del gioco e il giudice dello Stato. Autonomia dell’ordinamento sportivo e confini della giurisdizione amministrativa
          • Il potere che non si ripete. Giudicato amministrativo, riedizione del potere e regola del one shot temperato
          • Oltre il velo della tecnica. Sindacato sulla discrezionalità tecnica e accesso al fatto nel processo amministrativo

          Area 2 — Urbanistica, grandi opere e sostenibilità

          • Lo stadio come progetto urbano. La disciplina degli impianti sportivi tra accelerazione procedimentale e rigenerazione urbana
          • La corrente contesa. Le concessioni di grandi derivazioni idroelettriche tra tutela della concorrenza, vincoli europei e sicurezza energetica
          • Oltre il prezzo. Principio del risultato e clausole di sostenibilità ambientale e sociale nel Codice dei contratti pubblici
          • Tra semplificazione e veto. Regimi di sostegno e pianificazione delle fonti rinnovabili: aree idonee, procedimenti autorizzatori e conflitti territoriali

          Area 3 — Algoritmi, dati e sicurezza nazionale

          • La decisione senza volto. Algoritmi, intelligenza artificiale e obbligo di motivazione del provvedimento amministrativo
          • Il perimetro della sicurezza. La politica di cybersicurezza nazionale, il ruolo dell’ACN e la circolazione dei dati pubblici
          • Spingere senza costringere. Scienze comportamentali, nudge e principio di legalità nell’azione amministrativa

          Area 4 — Legalità, anticorruzione e trasparenza

          • Il rischio di decidere. Responsabilità amministrativo-contabile e amministrazione difensiva dopo le recenti riforme
          • Il sospetto che esclude. L’informazione antimafia interdittiva tra prevenzione amministrativa e libertà di iniziativa economica
          • Vigilare e accompagnare. L’ANAC tra funzioni sanzionatorie, vigilanza collaborativa e amministrazione consensuale
          • Vedere per partecipare, vedere per difendersi. Il diritto di accesso tra controllo democratico diffuso e tutela di interessi individuali

          Area 5 — Procedimento e provvedimento

          • Il tempo dell’amministrazione. Silenzio, termini procedimentali e danno da ritardo
          • Vizi che non annullano. Invalidità del provvedimento e non annullabilità ai sensi dell’art. 21-octies della l. 241/1990
          • Tornare sui propri passi. L’annullamento d’ufficio tra legittimo affidamento e limite temporale
          • Decidere insieme. La conferenza di servizi come strumento di semplificazione e luogo di composizione degli interessi
          • Amministrare per accordi. Gli accordi tra privati e pubblica amministrazione ai sensi dell’art. 11 della l. 241/1990

          Area 6 — Organizzazione, beni e servizi pubblici

          • Il confine mobile. La distinzione tra politica e amministrazione e lo statuto della dirigenza pubblica
          • Né separate né confuse. Politica e amministrazione oltre il principio di distinzione: prospettive di ibridazione nell’organizzazione pubblica
            Letture di partenza:
            – E.N. Fragale, Studio sul principio di distinzione, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2020.
            – E.N. Fragale, Le trasformazioni del governo nel prisma della distinzione, in Diritto costituzionale, n. 1/2024.
          • Il demanio sulla spiaggia. Le concessioni demaniali marittime tra direttiva servizi, proroghe legislative e procedure selettive
          • Né Stato né mercato. Le società a partecipazione pubblica e l’affidamento in house
          • Il servizio al cittadino. I servizi pubblici locali di rilevanza economica dopo il d.lgs. n. 201/2022