Buongiorno,
segnaliamo questa iniziativa di potenziale interesse.
ARTI PERFORMATIVE E DEISTITUZIONALIZZAZIONE - Approcci&Visioni
giovedì 27 novembre - ore 17.00 - Spazio Rosa, Parco di San Giovanni
Un incontro che intreccia arti performative e movimento di deistituzionalizzazione, per esplorare come artisti e performer abbiano contribuito attivamente a dare forma a una visione di libertà e come oggi nuove realtà sperimentino pratiche performative capaci di scrivere e riscrivere, attraverso i linguaggi del contemporaneo, narrazioni differenti a partire dagli archivi storici della deistituzionalizzazione.
INTERVENGONO
Alessandro Cattunar e Gioele Peressini – Associazione QuarantasetteZeroQuattro
47|04, nata a Gorizia nel 2009, promuove il dialogo tra artisti visivi e performativi, informatici, musicisti, ricercatori e storici. Al centro del loro lavoro: gli spazi urbani, le pratiche partecipative e le contaminazioni tra linguaggi, attraverso performance site-specific, installazioni multimediali e esperienze collettive.
Hanno prodotto due performance dedicate a Franco Basaglia: Esercizi di rivoluzione,performance itinerante e immersiva nel Parco Basaglia di Gorizia; Brucia, prigione, brucia! Basaglia a corpo libero, che intreccia movimento, suono e parola e indaga la corporeità come nozione centrale per il pensiero e la pratica basagliana.
Paolo Giorgio – Circolo Bergman
Circolo Bergman è un collettivo di artisti che realizza performance site-specific, in spazi teatrali e nello spazio pubblico. Il collettivo combina teatro documentario e teatro di comunità con strumenti provenienti dalle arti visive.
Pablo Girolami – coreografo e direttore artistico della Compagnia IVONA
Antonella Carlucci e la Compagnia dell’Accademia della Follia
L’Accademia della Follia nasce a Trieste durante la rivoluzione basagliana, in un padiglione dell’ex Ospedale Psichiatrico, prima liberato e poi occupato. Opera ai confini geografici, culturali ed esistenziali, agendo sui limiti: perché se il disagio sociale è la denuncia di una vita impossibile, il teatro può diventare un anticorpo.
