Lezione 8 marzo 2018

Lezione 8 marzo 2018

di ENRICA BIRSA -
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Un romanzo pedagogico come può diventare romanzo storico, avendo le due tipologie caratteri che possono sembrare molto diversi fra loro? Sulla storia di fatti reali (storia collettiva) vengono sovrapposti dei personaggi inventati (individui). Quindi alla collettività viene contrapposto l’individuo, alla realtà l’esemplarità, al tempo storico (tempo lungo che riguarda le generazioni) la memoria individuale (tempo breve). La narrazione viene strutturata in base agli antagonismi e il punto di vista è assiologico cioè fondato su una scala di valori morali.

Con Alessandro Manzoni nasce in Italia il romanzo storico, in grado di unire favola e storia, finzione e realtà e pur inquadrandolo in un’epoca storica realmente esistita, il Seicento, Manzoni immagina personaggi che riproducono usi, costumi, sentimenti appartenenti al contesto storico al quale si riferisce. Il romanzo moderno in Italia nasce quando incontra la Storia e la guarda da un punto di vista retrospettivo; la poesia e la drammaturgia non hanno il senso della Storia.

L’intreccio o plot (come è strutturato temporalmente il racconto) e la vicenda (il racconto della storia dal punto di vista cronologico) possono combinarsi in modo diverso:

·        Prolettico – Prolessi (figura retorica che consiste nell’enunciare come contemporaneo di un’azione un fatto che ne sarà solo il risultato). Il narratore parte dalla fine della storia (es.: il racconto lungo di Lev Tolstoj “La morte di Ivan Il’ic” che inizia con il funerale e continua con il racconto della sua vita).

·        Metalettico – Metalessi (figura retorica che consiste nel fare contemporaneamente più di un trasferimento di significato). La metalessi ha a che fare con il rapporto narratore/personaggio. Il narratario è il destinatario della narrazione e ha un nome e un cognome, altrimenti è un lettore generico. Il narratore esce dalla storia, si manifesta come tale e si rivolge direttamente al lettore per fare considerazioni morali, ciò è tipico del romanzo pedagogico: c’è la favola e poi c’è la morale della favola. La prima edizione “Fermo e Lucia” è piena di metalessi che vengono tolte quasi tutte in quella del 1840 dove l’autore si concentra maggiormente sulla favola e sulla psicologia del personaggio.

Nel cinema la metalessi può essere usata anche come voce narrante fuori campo o come atteggiamento di complicità con il pubblico.

·        Analettico – Analessi (riferimento ad avvenimenti anteriori al tempo della narrazione). Ricorso al ricordo o al flash-back usato molto nei gialli.

·        Contemporaneità – Mimesi o descrizione (il termine indica generalmente la rappresentazione di una realtà ambientale, sociale, culturale, secondo vari livelli quali ideologico, stilistico, documentario, ecc. con l’obiettivo di una riproduzione il più possibile realistica e obiettiva di tali realtà).

Questi sono tutti rapporti fra narrazione e storia che non deve essere mai considerata uno sfondo.

 

Storia  à  Interpretazione della memoria  à  Viene raccontata retrospettivamente cioè in maniera postuma  à  Narrata dallo storico che dà un’interpretazione oggettiva dei fatti rispettando la cronologia.

Memoria (individuale o collettiva)  à  Costruzione: a) come la memoria conduce alla storia, b) che ricaduta ha la storia sulla memoria che può essere 1) convergente, quando la memoria viene storicizzata 2) destoricizzata o controstoria.

 

Lettura di una citazione di Benedetto Croce sul romanzo storico e sul valore della storicità:

Il romanzo storico nacque nel tempo in cui l’Europa intese, come non mai prima, il carattere e il valore della storicità, e nella storia si raccolse indagando e meditando; e nacque come il riflesso di questo moto intellettuale a cui volle dare il sussidio dell’immaginazione per divulgare e rendere popolari taluni risultamenti. E poiché questo moto intellettuale non si avvolgeva e terminava in se stesso, ma, sorgendo da passioni politiche e da esigenze morali profonde dell’anima europea, a queste ritornava per convalidarle e indirizzarle, il romanzo storico, come la storiografia sulla quale s’intesseva, si riempì di quegli affetti e rivendicò la libertà contro la tirannia e l’assolutismo, propugnò l’indipendenza delle nazioni asservite, spirò nobiltà d’ideali e di sacrifici, devozione alla verità, entusiasmo per la bellezza,ammirazione per gli eroi e gli uomini di genio, che innalzarono e ampliarono l’umanità.

L’attualizzazione della Storia consiste nella rilettura di principi morali, ideologici e politici al fine di divulgarli. Lo sguardo non è neutro ma alimentato da una convinzione politica e da una esigenza morale. La Storia viene usata per rivendicare la libertà e l’indipendenza, l’amore per la bellezza e la verità. Croce esprime una profonda fiducia nella Storia per trarre esempi di virtù e nella legge come progresso dell’individuo in seno all’umanità.

Elsa Morante parlerà di “scandalo della Storia” perché secondo lei è sempre il risultato della sopraffazione di un individuo su un altro individuo.

Il modo di porsi del narratore nei confronti della Storia può essere molto diverso (referenziale) quindi c’è da parte dell’autore la necessità della reinterpretazione della Storia.

Il Carlino Altoviti di Nievo scrive le sue memorie raccontando una vita per niente eccezionale ma comune a tanti altri italiani, per lui la Storia è redenzione dalla mediocrità e immette il destino del singolo nel destino dell’umanità: valore progettuale del destino individuale che viene condiviso e di eredità che ogni destino lascia a un altro con una responsabilizzazione del destino dell’individuo. Nievo capovolge l’archetipo manzoniano perché l’individuo fa la Storia, è soggetto e non oggetto.

Entrambi i romanzi hanno un inizio deterrente, cioè molto pesante (Manzoni: le grida – Nievo: leggi in vigore a Venezia) con lunga dissertazione sulle regole che governano la società ma che non servono a proteggere gli umili personaggi, prevaricati dalla prepotenza, la vigliaccheria, la complicità: il male che annulla i valori civili.

Manzoni è disincantato nei confronti delle leggi del mondo e quindi ricorre alla responsabilità individuale basata perlopiù sulla religione.

Nievo suggerisce di cambiare i pessimi ordinamenti per migliorare la vita di tutti.

Manzoni: inizia dicendo di aver trovato un manoscritto del Seicento e di volerlo riproporre quindi risulta un narratore di secondo grado e ci troviamo di fronte a una finzione nella finzione.

Nievo: narratore omodiegetico (cioè IO) che è anche il personaggio che racconta le proprie memorie. In questo caso la finzione è in funzione della storia.

 

Enrica Birsa