NARRATORE (= voce narrante)
omodiegetico (la narrazione è in prima persona)
eterodiegetico (la narrazione è in terza persona)
narratore ≠
punto di vista (possono coincidere o meno)
PUNTO DI VISTA:
non focalizzato o focalizzazione zero: nasce per primo. È tipico del narratore onniscente (= sa più dei personaggi). Presuppone che la voce narrante coincida con il punto di vista (e.g. ne "I Promessi Sposi", l'incipit "quel ramo del lago di Como" è una descrizione del paesaggio visto attraverso gli occhi del narratore). Il narratore si muove liberamente tra i piani spaziali e temporali e ha il pieno controllo sulla narrazione (può parlare di chi vuole quando vuole e spostarsi da una vicenda all'altra senza problemi).
focalizzazione (= narratore racconta la storia dal punto di vista di un personaggio):
interna (la voce narrante descrive pensieri del personaggio; e.g. "Al faro", Virginia Woolf) o esterna (la voce narrante descrive ciò che vede di sé o degli altri; Verga ne è l'inventore)
multipla (punto di vista di più personaggi) o mono-focalizzata (il punto di vista è limitato a quello di un solo personaggio che conosce solo la propria storia e non può muoversi liberamente tra i piani spazio-temporali)
Possono esserci anche narrazioni focalizzate con alcuni inserti a focalizzazione zero oppure con alcuni contenuti a focalizzazione interna e altri a focalizzazione esterna (e.g. discorso rivissuto = un momento di focalizzazione interna che può essere inserito nel mezzo di una narrazione a focalizzazione esterna; la voce narrante dall'essere onniscente entra nella mente del personaggio e registra alcuni suoi pensieri).
Spesso gli scrittori iniziano la propria carriera come giornalisti per guadagnarsi da vivere. In Italia il giornalismo nasce con i verbali del Parlamento. Federico de Roberto (1861-1927) inizia proprio così e il suo stile narrativo ricorda quello giornalistico (a focalizzazione esterna multipla).
MITTENTE = autore: assume un mandato/ruolo nei confronti del mondo; in base al mandato, cambia la modalità della narrazione
DESTINATARIO = pubblico di lettori: il destinatario è importante per capire per chi scrive l'autore e perché adotta alcuni meccanismi; il pubblico cambia in base al periodo, alle condizioni sociali, ecc...
La trama e la modalità della narrazione sono strumenti per veicolare il MESSAGGIO.
La PROSA NARRATIVA è frutto di invenzione e contiene personaggi fittizi. Si divide in romanzo e racconto. Nel Settecento nascono nuovi generi di prosa (inizialmente non come forma narrativa, ma poi lo diventano):
epistolare: lo scambio di lettere diventa una forma artistica, un mezzo di discussione anche pubblica, un momento di confronto tra intellettuali. Inizialmente vengono pubblicate raccolte di lettere vere, successivamente si prende a scrivere romanzi epistolari (ovvero, raccolte di lettere fittizie, inventate dall'autore; e.g. "Caro Michele", Natalia Ginzburg)
autobiografico memoriale: inizialmente autori come Molière, Goldoni o Alfieri scrivono memoriali in cui non si limitano a descrivere la propria vita, ma raccontano anche la storia del teatro, della società, della rivoluzione, e lo fanno avvalendosi della "superfetazione autobiografica" (= l'autore ha vissuto in prima persona ciò che scrive) che dà una veste di autenticità storica a ciò che viene narrato; successivamente appare la "ficta", che riprende i concetti alla base del genere autobiografico memoriale ma in cui a parlare della propria vita è un personaggio fittizio
dialogo: un esempio di dialogo è il "Dialogo sui massimi sistemi" di Galileo Galilei. Galileo inventa l'astronomia (da "astro" + "nomus" = legge degli astri). L'astronomia si distingueva dall'astrologia perché, al contrario di quest'ultima, non comprendeva anche pensieri di natura religiosa e filosofica. Il destinatario dei suoi scritti è un pubblico "discreto" (da "discernere" = saper dividere), di intellettuali.