Intenzionalità.

Con il termine "intenzionalità" in ambito educativo ci si riferisce al ruolo degli educatori come autori intenzionali in tutti gli aspetti del curriculum e come attori in maniera deliberata, ponderata e mirata.

La storia dell'insegnamento intenzionale ha oltre cinquanta anni, ispirandosi a Bruner e attingendo in gran parte all'approccio di Piaget [Piaget, 1971]. Il concetto si è evoluto nel tempo ([Berliner, 1992]; [Sch. & Weik., 1997]; [Pianta, 2003]; [Greis, 2008]) e origina il passaggio dalla nozione storica di educatore come colui che accudisce e accompagna all'idea più moderna di educatore-insegnante.

A seguito del riconoscimento dell'importanza della prima infanzia e della centralità del "qui e ora" nella vita dei bambini, questo approccio si è rivelato limitante, per cui si è progressivamente smesso di considerare la prima infanzia solo come una preparazione per il futuro ed è stata nuovamente riconosciuta, a fianco all'importanza dell'attività guidata dall'adulto, anche quella del gioco condotto autonomamente dai bambini. Gli studi successivi ([Rinaldi, 2006]; [Epstein, 2006]; [Dahlberg, 2013]) volgono lo sguardo dalla pura efficacia del metodo educativo anche alla riflessione critica sui potenziali effetti dello stesso e spostano nuovamente il paradigma dall'insegnare ai bambini all'apprendere con loro. Con la restituzione della dovuta importanza alle teorie di Vygotskij, Freire e più in generale del socio-costruttivismo si è giunti al superamento della contrapposizione tra "insegnamento intenzionale" e "imparare giocando" attraverso la sintesi "apprendimento e intenzionalità basati sul gioco", che vede il solo gioco non sufficiente all'apprendimento ma vuole riconoscere l'individualità e l'intenzionalità del bambino; riconquistano così centralità la curiosità e la creatività del discente e l'idea di co-costruire con i pari e con il docente l'apprendimento, facendo propria la zona di sviluppo prossimale. 

 "Beyond Quality in Early Childhood Education and Care" (3rd ed.) G. Dahlberg, P. Moss, & A. Pence 2013, Taylor and Francis

"The intentional teacher: Choosing the best strategies for young children’s learning" A. Epstein 2007 da National Association for the Education of Young Children

"In dialogue with Reggio Emilia: Listening, researching and learning" C. Rinaldi 2006, Routledge

"Interrupting stereotypes: Teaching and the education of young children" Susan Grieshaber 2008 da Early Education and Development vol. 19 arg. 3, pp. 505–518

"Standardised classroom observations from pre-K to 3rd grade: A mechanism for improving access to consistently high quality classroom experiences and practices during the P-3 years" R. Pianta 2003 da Foundation for Child Development

"The High/Scope Preschool Curriculum Comparison study through age 23" Lawrence J. Schweinhart & David P. Weikart 1997 da Early Childhood Research Quarterly vol. 12 arg. 2, pp. 117–143

[Berliner92] "The nature and expertise in teaching" D.C. Berliner 1992 da Effective and responsible teaching: The new synthesis curato da F. K. Oser, A. Dick, & J. L. Patry, pp. 808–823, Jossey-Bass Inc.

[Piaget71] "The theory of the stages in cognitive development" Jean Piaget 1971 da Carmichael’s manual of child psychology curato da Mussen vol. 1, pp. 703–732, Wiley.

[Bruner60] “The Process of Education: a landmark in educational theory” Jerome S. Bruner 1960, Cambridge, Mass.: Harvard University Press

nominativi del sottogruppo: Adriana Cannata, Claudia Cialona, Valentina Colautti, Fabrizio Gallon, Giulia Lamanna, Francesca Perin, Valentina Rossi, Linda Sancin, Manuela Sanzin, Nicolò Staiti, Isabella Trevisan.

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