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N

NAI

Con la sigla Nai si intendono studenti Neo Arrivati in Italia, si intendono bimbi e ragazzi che, provenienti dall' estero, continuano la loro formazione scolastica nel nostro paese: sono alunni con cittadinanza straniera che ancora non parlano italiano o conoscono poco la nostra lingua.

Spesso rientrano in questa categoria anche giovani inseriti nel nostro sistema scolastico da un paio di anni ma che presentano ancora esigenze didattiche specifiche a causa della difficoltà di ti tipo linguistico.


Nuovi scenari 2018

Ad opera di: Madotto Anna, Bison Angela, Guarino Martina, Lagonigro Monica, Rosso Valentina, Huci Elena Ramona

 

Il termine “Nuovi scenari 2018” si riferisce al documento ufficiale del MIUR intitolato “Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari”. 

Si tratta di un documento che non sostituisce le Indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012, che infatti restano il principale punto di riferimento per la scuola italiana, ma ne rappresenta una rilettura ed un approfondimento. Tale lavoro di aggiornamento è stato curato dal Comitato Scientifico Nazionale incaricato di eseguirne l’attuazione e la coerenza con le trasformazioni che contraddistinguono la società contemporanea.

Il documento è stato diffuso con la nota MIUR n. 3645 del 1° marzo 2018 ed il suo obiettivo principale è:

  1. Ribadire la validità e l’attualità delle Indicazioni Nazionali del 2012

  2. Mettere in evidenza tutte le trasformazioni che coinvolgono la scuola e la formazione, in relazione ai profondi cambiamenti sociali, culturali, tecnologici ed economici, da qui il concetto di nuovi scenari.

  3. Fornire alle istituzioni scolastiche uno strumento di lettura interpretazione più consapevole e aggiornata del testo del 2012, affinché possa adattarsi alle esigenze del mondo contemporaneo.

Il documento si sviluppa attorno all’idea centrale delle competenze alla cittadinanza, infatti propone di considerare la cittadinanza come lo sfondo comune in tutte le discipline, in modo tale da orientare l’intero curricolo verso:

  1. L’educazione alla cittadinanza e alla sostenibilità, in linea con gli obiettivi delineati all’interno dell’Agenda 2030 dell’ONU e le Raccomandazioni europee sulle competenze chiave 

  2. Lo sviluppo di strumenti culturali per la cittadinanza come il pensiero computazionale, anche detto coding, il pensiero matematico e statistico ed il rafforzamento di discipline come la storia e la geografia.

Intorno al 2006 l’Unione Europea definì otto competenze chiave per l’apprendimento permanente, considerate fondamentali per la crescita personale, l’inclusione sociale e l’inserimento all’interno dell'ambito lavorativo.

Infatti, tali competenze rappresentavano un quadro di riferimento comune per orientare l’operato dei sistemi educativi europei, con il fine di garantire una formazione che preparasse i cittadini alle sfide della società moderna.

Alla luce di profondi cambiamenti sociali e culturali tali competenze sono state aggiornate, con l’obiettivo primario di adattarle ad una società tecnologica e in costante divenire, che richiede perciò una formazione attiva, dinamica e flessibile.

Comparazione tra i documenti:

Nella versione stilata nel 2006 le competenze inserite sono le seguenti:

  • Comunicazione nella lingua madre

  • Comunicazione nelle lingue straniere

  • Competenza matematica e competenza di base in scienza e tecnologia

  • Competenze digitali

  • Imparare ad imparare

  • Competenze sociali e civili

  • Spirito di iniziativa e imprenditorialità

  • Consapevolezza ed espressione culturale

Viceversa nella versione stilata nel 2018 tali competenze sono state aggiornate e possiamo individuare:

  • Competenza alfabetica funzionale

  • Competenza multilinguistica

  • Competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria

  • Competenza digitale

  • Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare

  • Competenza in materia di cittadinanza

  • Competenza imprenditoriale

  • Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturale

In linea di massima pur mantenendo il numero di competenze invariato, la versione del 2018 ne propone una revisione dal punto di vista sia concettuale sia dal punto di vista terminologico, in quanto si allinea alle esigenze del mondo contemporaneo e con la visione dell’educazione proposta dall’Europa, vale a dire quella di un processo continuo e che integra a pieno le nuove tecnologie.

Ad esempio, se nella versione del 2006 si parlava di “competenza madre” nella nuova versione si parla di “competenza alfabetica funzionale”, vale a dire la capacità di usare in modo efficace la lingua, a seconda dei vari contesti.

Dunque è importante che il bambino acquisisca una padronanza linguistica e che sia in grado di adattare il registro linguistico a seconda del contesto e della necessità.

Un ulteriore esempio può essere “la competenza in scienza e tecnologia” che nella versione successiva è stata ampliata includendo la disciplina di "ingegneria", per dare valore anche alla dimensione pratica delle conoscenze scientifiche.

Inoltre è possibile constatare che la “competenza di imparare ad imparare” è stata integrata a quella “personale e sociale”, per valorizzare non solo l’apprendimento del bambino, ma anche la crescita individuale, la consapevolezza di sé e la capacità di collaborare con gli atri.

In conclusione, le Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari 2018 rappresentano un documento di orientamento valido per tutte le scuole a livello europeo, che invita a riflettere sul ruolo ed il contesto educativo di una società che è in continuo mutamento,promuovendo così una cittadinanza attiva caratterizzata da individui che partecipano attivamente al miglioramento sociale.

 

Bibliografia (Riferimenti Ufficiali)

→MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca). (2018). Indicazioni Nazionali e nuovi scenari. Documento di rilettura delle Indicazioni nazionali emanate nel 2012 a cura del Comitato scientifico nazionale per l’attuazione delle Indicazioni nazionali e il miglioramento continuo dell’insegnamento.

→MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca). (2018). Nota di trasmissione n. 3645 del 1° marzo