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Relazione

NOMINATIVI DEL SOTTOGRUPPO: Bandelli Karoline, Elisa Scozzi, Tiziana Concetta Rotundo, Carlotta Mantovanelli, Sara Tiberio, Giorgia Vero, Anna Madotto, Martina Guarino, Stephanie Kolb, Marialuigia Malgeri Manzo, Angela Bison.

Relazione – Definizione e significato in ambito educativo e pedagogico


Il termine relazione deriva dal latino “relatio -onis”, «riferimento, racconto». In senso generale, indica il legame o il rapporto che intercorre tra due o più elementi, persone, fatti o concetti.
In ambito psicologico e pedagogico, la relazione rappresenta l’interazione reciproca che si instaura tra educatore ed educando o tra individui all’interno di un gruppo. Essa si caratterizza per scambi comunicativi, affettivi e cognitivi che influenzano lo sviluppo personale e sociale.
La qualità della relazione educativa è considerata fondamentale per promuovere processi di apprendimento significativi, empatia e crescita relazionale (Treccani; Chiosso & Sani, 2013).

Nel contesto scolastico, la relazione assume un ruolo centrale poiché indica il legame educativo e comunicativo che si instaura tra insegnante e alunno, nonché tra gli studenti stessi. Essa si fonda su scambi reciproci di tipo cognitivo, emotivo e sociale e rappresenta un elemento essenziale del processo di insegnamento-apprendimento.
Una relazione educativa positiva favorisce la fiducia, la partecipazione attiva e il benessere a scuola, contribuendo allo sviluppo dell’autonomia, dell’autostima e delle competenze relazionali degli studenti (Treccani; MIUR, Linee guida per la relazione educativa e la gestione della classe).

Dal punto di vista psicopedagogico, particolare rilevanza assumono le relazioni interpersonali, che costituiscono il fondamento di qualsiasi processo formativo poiché consentono al soggetto di costruire progressivamente il proprio sé, distinguendosi dall’altro ma interagendo con esso.
Tra le relazioni interpersonali, di particolare rilievo è la relazione educativa, ossia quel peculiare tipo di legame tra educatore ed educando che si crea nei diversi contesti formativi e attraverso il quale avviene la trasmissione culturale delle conoscenze e la socializzazione.
Nella storia dell’educazione, l’efficacia della relazione è stata variamente interpretata: in un primo momento si riteneva che dipendesse dall’abilità del maestro, mentre con l’affermarsi del puerocentrismo illuminista si è posta maggiore attenzione all’educando e ai suoi bisogni (Laporta, 2000).
Oggi la relazione educativa è vista come luogo di scambio, cooperazione e collaborazione tra educatore ed educando (Docenti.unina).

In ambito pedagogico, la relazione è considerata un elemento centrale del processo educativo. Essa rappresenta il legame affettivo, comunicativo e sociale che si instaura tra insegnante e bambino, nonché tra i bambini stessi, all’interno di un ambiente pensato per promuovere lo sviluppo globale della persona.
Secondo Maria Montessori, la relazione educativa si fonda sul rispetto dell’individualità del bambino e sulla creazione di un ambiente che favorisca autonomia, libertà e autoeducazione. L’adulto, in questo contesto, è una guida “silenziosa” che osserva e sostiene il bambino nella costruzione della propria conoscenza (Montessori, 1950).
Analogamente, Luigina Mortari concepisce l’atto educativo come un “prendersi cura” che si realizza nella relazione, in cui l’insegnante assume una funzione relazionale che dà senso all’esperienza del bambino, basata su ascolto, empatia e presenza autentica (Mortari, 2006).

Nel contesto educativo contemporaneo, la relazione può essere intesa come un processo di comunicazione e di scambio che si basa sull’ascolto, la fiducia e il rispetto reciproco, favorendo la crescita personale e l’apprendimento (MIUR, 2012).
Infine, la letteratura psicologica definisce la relazione come un’associazione continua tra due o più persone in cui i partecipanti influenzano reciprocamente pensieri, sentimenti e azioni. Le relazioni caratterizzate da fiducia, calore e rispetto sono più propense a produrre esiti positivi (American Psychological Association, 2025).

Fonti bibliografiche


- Enciclopedia Treccani – Vocabolario online, voce “Relazione”
- Chiosso, G. & Sani, S. (a cura di) (2013). Dizionario di Pedagogia e Scienze dell’Educazione. UTET.
- MIUR (2012). Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Roma.
- Laporta, R. (2000). Educazione e libertà. Laterza.
- Montessori, M. (1950). La scoperta del bambino. Milano: Garzanti.
- Mortari, L. (2006). La pratica dell’aver cura in educazione. Milano: Mondadori.
- American Psychological Association (APA). (2025). APA Dictionary of Psychology. https://dictionary.apa.org/relationship
- Docenti.unina.it – materiale didattico universitario.


Routine

Le routine sono delle azioni che aiutano la scansione temporale della giornata dei bambini. La ripetizione avviene in maniera costante e ricorrente. Ad esempio:accoglienza, colazione, circle time e attività, bagno, pasto, gioco libero, bagno, nanna, merenda,  gioco libero, uscita.


rendicontazione sociale

-La Rendicontazione sociale conclude il ciclo di valutazione delle istituzioni scolastiche, dal punto di 
vista delle fasi.  
“pubblicazione, diffusione dei risultati raggiunti, attraverso indicatori e dati comparabili, sia in una 
dimensione di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e promozione al miglioramento del 
servizio con la comunità di appartenenza”. (D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80, all’articolo 6 ) 
Attraverso la Rendicontazione sociale tutte le scuole dichiararono i risultati raggiunti mantenendo il 
focus sulle priorità e sui traguardi individuati nel Rapporto di autovalutazione.(RAV) 
Viene messa a disposizione una Piattaforma comune di riferimento, in cui sono restituiti in serie 
storica i dati, collegati a tutti gli indicatori e descrittori degli Esiti del Rapporto di autovalutazione. Tutto 
ciò  per favorire l’attività di rendicontazione e facilitare il lavoro delle scuole. 
Questa Piattaforma permette la pubblicazione della Rendicontazione sociale direttamente 
nell’apposita sezione del Portale “Scuola in Chiaro”. 
Da ‘’sistema nazionale di valutazione’’(pubblica.istruzione.it) -La scuola si inserisce all’interno di una comunità allargata a cui offre un servizio indispensabile, 
quindi, rendere conto ad essa dell’attività svolta è una modalità per costruire un dialogo costante con 
gli attori del territorio fondato su reciprocità e trasparenza.  -Progettare il documento per la rendicontazione sociale(Bilancio sociale)da pubblicare e diffondere 
presso i portatori di interesse della comunità di riferimento, per garantire trasparenza e condivisione 
dell’impegno delle risorse e dei risultati ottenuti, ha il fine di: 
• riflettere sistematicamente su se stessa, sui propri valori, obiettivi, missione; 
• sentirsi stimolata a promuovere innovazione e miglioramento delle proprie prestazioni; 
• identificare i propri stakeholder e attivare con essi momenti di dialogo, confronto, 
partecipazione, collaborazione. -Il momento fondamentale per avviare le basi della nuova progettazione triennale è l’estrapolazione 
del report del triennio precedente  delle attività attuate nell’ambito dell’offerta formativa.  -L’obiettivo fondamentale della RS è : 
restituire agli interessati le azioni didattiche ed extra didattiche che attiva la scuola e per raccontare 
come si impegna per lo sviluppo degli apprendimenti e dei livelli di competenza degli studenti, non 
solo dal punto di vista scolastico, ma soprattutto in considerazione del valore del capitale umano che 
essa è chiamata a sviluppare e far crescere. 
QUINDI, il bilancio sociale misura, ricorrendo ad opportuni indicatori, le performance della scuola in 
termini di efficienza (miglior utilizzo delle risorse disponibili), di efficacia (raggiungimento degli 
obiettivi), di equiità (la scuola come costruttore del bene comune per le giovani generazioni). (da 
orrizzontescuole.it) (dal documento del dipartimento dell’istruzione e del merito)