GLOSSARIO PROFESSIONALE
Raccolta di vocaboli specifici della professione insegnante utilizzati durante il percorso di tirocinio. Riportare in calce alla spiegazione del significato del lemma, le fonti informative consultate e i nominativi degli autori.
Caratteri speciali | A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | TUTTI
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ORGANI COLLEGIALIORGANI COLLEGIALI: Gli organi collegiali sono organismi di governo e di gestione delle attività scolastiche a livello territoriale e di singolo istituto. Sono composti da rappresentanti delle varie componenti interessate e si dividono in organi collegiali territoriali e organi collegiali scolastici. I componenti degli organi collegiali vengono eletti dai componenti della categoria di appartenenza; ad esempio, i genitori che fanno parte di questi organismi sono eletti da altri genitori. La funzione di questi organi è diversa a seconda dei livelli di collocazione: è consultiva e propositiva a livello di base (come i consigli di classe e interclasse), mentre è deliberativa ai livelli superiori (come i consigli di circolo/istituto). 1. Assemblea dei Genitori I genitori hanno il diritto di riunirsi in assemblea per discutere problemi relativi ad aspetti di carattere generale della scuola o delle classi frequentate dai propri figli. • Le assemblee possono riguardare singole classi o l'intero istituto. • Hanno titolo a convocare l'assemblea i rappresentanti di classe eletti nei consigli di classe. Essi devono fornire preventiva informazione al dirigente scolastico, specificando gli argomenti da trattare, e chiedere l'uso dei locali scolastici. • Alle assemblee hanno diritto di parola il dirigente e i docenti della classe.
2. Consigli di Classe/Interclasse/Intersezione I genitori possono far parte di questi consigli se eletti; sono chiamati "consigli di interclasse" nella scuola primaria e "consigli di intersezione" nella scuola dell’infanzia. • Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto per eleggere i loro rappresentanti, ed è diritto di ogni genitore candidarsi. • L'elezione nei consigli di classe si svolge annualmente entro il 31 ottobre, utilizzando procedure semplificate. • Il consiglio di classe si occupa dell'andamento generale della classe.
3. Consigli di Circolo/Istituto Il Consiglio di istituto è l’organo di indirizzo e di gestione degli aspetti economici e organizzativi generali della scuola. • Rappresenta tutte le componenti dell’Istituto: docenti, genitori, personale non docente e studenti (questi ultimi solo nelle scuole secondarie di secondo grado). Il numero dei rappresentanti varia a seconda delle dimensioni della scuola. • Tutti i genitori (padre e madre) hanno diritto di voto e il diritto di candidarsi per essere eletti in questi organismi.
4. Collegio dei Docenti Il collegio dei docenti è composto dal personale docente di ruolo e non di ruolo in servizio nell’istituzione scolastica ed è presieduto dal Dirigente scolastico. • Ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell'istituto. • In particolare, cura la programmazione dell'azione educativa, anche per adeguare i programmi di insegnamento (stabiliti dallo Stato, nell'ambito degli ordinamenti della scuola) alle specifiche esigenze ambientali e per favorire il coordinamento interdisciplinare.
FONTI: - https://www.mim.gov.it/organi-collegiali
NOMINATIVO DEL GRUPPO DI LAVORO: Peter Antoni, Maria Vitale, Sofia Filippaz, Ivana Blason, Anja Scabar, Jasmine Dallarche | ||
OSSERVAZIONE ETNOGRAFICAL’osservazione etnografica è una metodologia di ricerca qualitativa che si fonda sull’immersione diretta del ricercatore all’interno di un contesto sociale o culturale, con l’obiettivo di comprenderne dall’interno pratiche, significati e dinamiche. Non si tratta semplicemente di guardare ciò che accade, ma di partecipare, di vivere la quotidianità del gruppo studiato e di cogliere i comportamenti, i rituali, le norme e i valori che lo caratterizzano. L’etnografo, attraverso la cosiddetta osservazione partecipante, assume un ruolo duplice: da un lato osserva con attenzione e raccoglie dati, dall’altro si inserisce nelle attività del gruppo per comprendere i significati che gli attori sociali attribuiscono alle loro azioni. Questa tecnica nasce in ambito antropologico, ma si è diffusa anche in sociologia, psicologia sociale e persino nel marketing, dove viene utilizzata per analizzare i comportamenti di consumo e le pratiche quotidiane dei consumatori. La sua forza risiede nel carattere naturalistico: la vita viene osservata nel suo fluire spontaneo, senza ricreare artificialmente situazioni in laboratorio. L’osservazione etnografica produce quindi una conoscenza densa e contestualizzata, che non si limita a descrivere i fatti ma cerca di interpretare i significati culturali e simbolici che li sostengono. In questo senso, l’osservazione etnografica non è mai neutrale: implica una riflessione costante sul ruolo del ricercatore, sul suo sguardo e sul potere che esso esercita nel rappresentare la realtà osservata. È proprio questa tensione tra descrizione e interpretazione, tra partecipazione e distacco, che rende l’osservazione etnografica uno strumento prezioso per comprendere la complessità delle culture e delle società contemporanee.
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OSSERVAZIONE STRUTTURATAL’osservazione strutturata è una forma di osservazione metodica, basata su strumenti standardizzati, che prevede l’utilizzo di strumenti predefiniti come griglie, checklist o schede di codifica, attraverso i quali l’osservatore registra comportamenti e situazioni secondo criteri stabiliti in anticipo. La pianificazione e l’organizzazione metodica permette di ridurre la soggettività evitando inferenze soggettive e garantisce dati comparabili, oggettivi, riproducibili, assicurando maggiore coerenza. La standardizzazione dello strumento garantisce una maggiore coerenza inter-osservatore, permettendo coì a osservatori differenti di ottenere risultati analoghi a parità di condizione.L’osservazione strutturata è una metodologia rigorosa e scientifica, utile in ambito educativo e nella pratica scolastica per monitorare comportamenti, interazioni e processi di apprendimento e orientare la progettazione didattica. Questo tipo di osservazione costituisce uno strumento che favorisce una documentazione pedagogica più trasparente e condivisibile con le famiglie
Fonti: Amado & Vinz, “L’osservazione in classe”, Carocci, 2005 “L’osservazione”.Dispensa di formazione interna. Disponibile al link: https://www.icpontcanavese.edu.it/archivio/images/sito_documenti/Formazione/Osservazione/dispensa-osservazione.pdf Varisco, “Osservare e valutare nella scuola dell’infanzia”, Carocci Faber, 2002. lavoro svolto da Giuliana Dereatti e Barbara Monticolo | |