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PLURICLASSE

  1. OGGETTO: PLURICLASSE

    1. Significato del lemma: con il termine pluriclasse si intende una classe della scuola dell’obbligo -  generalmente della scuola primaria - che accorpa in un’unica sezione due o più classi di età o grado differenti, affidate a un solo docente o a un gruppo di insegnanti. La pluriclasse nasce per garantire il diritto all’istruzione nei contesti dove il numero di alunni non consente la formazione di classi ordinarie monoclassi, come piccoli comuni montani, isole minori o aree interne. Il suo significato non è esclusivamente organizzativo, ma anche educativo e didattico, poiché richiede strategie pedagogiche specifiche che valorizzano l’eterogeneità del gruppo.

    2. Ambiente educativo: la pluriclasse si configura come un ambiente di apprendimento misto, in cui convivono alunni di età, livelli di competenza e gradi scolastici diversi. Questo contesto impone un’organizzazione flessibile, con attività diversificate e momenti di lavoro cooperativo e autonomo. Gli insegnanti gestiscono tempi, spazi e obiettivi personalizzati, favorendo dinamiche di apprendimento tra pari (peer tutoring), in cui gli alunni più grandi o più competenti sostengono i compagni più piccoli.

    3. Finalità: la pluriclasse nasce con la finalità di garantire la continuità del servizio scolastico e il diritto all’istruzione, evitando la chiusura di plessi in zone a bassa densità abitativa. Dal punto di vista educativo, favorisce la collaborazione inter- età(i bambini più grandi aiutano quelli più piccoli), la personalizzazione dei percorsi di apprendimento e la crescita sociale e cognitiva degli alunni. Il modello pluriclasse promuove inoltre un’idea di scuola come comunità educante che valorizza la diversità, il mutuo aiuto e l’apprendimento cooperativo.

    4. FONTI INFORMATIVE E DOCUMENTALI

      1. 1. Fonti normative e istituzionali

  • D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81 – “Regolamento recante la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale utilizzo delle risorse umane della scuola”: disciplina la costituzione delle classi e prevede la possibilità di pluriclassi con un numero di alunni compreso tra 8 e 18.

  • TAR Liguria, sentenza n. 00091/2015: conferma che “è possibile mantenere aperta una scuola con pluriclasse anche con soli 6 alunni, nei limiti previsti dalle disposizioni regionali”.

  • INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa) – “Fare scuola in pluriclassi” (2024): documento di ricerca e formazione per docenti delle piccole scuole.

  1. 2. Fonti della cultura dell’infanzia e del territorio

  • Progetto “Piccole Scuole” – INDIRE, Quaderno Studi 1/10/19: valorizzazione delle pluriclassi come “comunità educanti territoriali”.

 

Bibliografia essenziale

  • D.P.R. n. 81/2009.

  • INDIRE, Fare scuola in pluriclassi, 2024.

  • Progetto Piccole Scuole – INDIRE, Quaderno Studi, 2019.

GRUPPO: Castello Manuela SF1000511, Cupi Antoneta SF1000734, Cordeschi Valentina SF1000486, Klavcic Raffaella SF1000467, Medeot Ilaria SF1000531, Stecchina Daniela SF1000487, Zanier Alice SF10055


PROVE INVALSI

Lavoro svolto dal seguente gruppo: Margherita Varljen, Anna Capraro, Annalisa Ferrari, Benedetta Truccolo, Marta Nardo, Sara Cumin, Sofia Brandolin e Poracin Giulia

 

PROVE INVALSI

L’INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione) è un ente pubblico di ricerca che si occupa di valutare la qualità della scuola italiana, nato dall’evoluzione del CEDE (Centro Europeo dell’Educazione) fondato negli anni ’70 per promuovere il confronto internazionale nel campo dell’istruzione.

L’INVALSI crea delle prove standardizzate in tutta Italia per misurare il livello di apprendimento degli studenti nelle seguenti materie: italiano, matematica e inglese.

La valutazione di sistema non viene svolta sul risultato del singolo studente, ma analizza periodicamente e sistematicamente la qualità complessiva dell’offerta formativa di ogni scuola e regione d’Italia; si focalizza anche sullo studio delle cause dell’insuccesso e dell’abbandono scolastico.

Le prove invalsi vengono svolte in vari momenti del percorso scolastico: alla scuola primaria nelle classi II e V la prova viene somministrata in formato cartaceo (la classe V svolge anche la prova d’inglese), alla scuola secondaria di primo grado nelle classi III mentre alla scuola secondaria di secondo grado nelle classi II e V, in queste ultime la prova viene somministrata tramite un device del plesso (CBT-Computer Based Testing).

Oltre a questo, alcune classi vengono selezionate a livello nazionale come “classe campione” per calibrare e validare i risultati complessivi del sistema scolastico, stimare la media nazionale e evitare di prendere in considerazione dati censuari errati.

BIBLIOGRAFIA: https://www.invalsi.it/invalsi/index.php 


programmazione settimanale

Voce aggiunta da Fiamma Marsich

La programmazione settimanale, o progettazione di team o equipe pedagogica, è coordinata, nella scuola Primaria, dal docente prevalente, e riguarda o soltanto una classe o, come è giusto e consigliabile che sia, le classi parallele.

La programmazione è caratterizzata dall’intenzionalità educativa, contestualizzazione, cioè conoscenza degli allievi e della loro situazione formativa, e razionalizzazione: è un’attività complessa che richiede un periodo di riflessione. (Eugenia Lodini)

La programmazione è quindi un momento di osservazione, della classe, infatti durante la programmazione si deve sempre tenere presente che bisogna partire dagli alunni e dalle loro necessità, è un lavoro di ricalibrazione rispetto alla settimana precedente. Per progettare bisogna aver ben chiare le competenze che si vogliono raggiungere, tenendo conto delle indicazioni ministeriali e, come già detto, delle caratteristiche della classe.

È un momento fondamentale dell’insegnamento (per questa la cadenza settimanale o quindicinale) che serve in primis al docente e che deve basarsi secondo alcuni principi base.

La legge 148/1990, all’articolo 9, stabilisce che “l’orario di insegnamento per gli insegnanti elementari è costituito di ventiquattro ore settimanali di attività didattica, di cui ventidue ore di insegnamento e due ore dedicate alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti di ciascun modulo, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni”.
Anche il CCNL della scuola 2006-2009 interviene sull’orario di servizio. L’articolo 28, al comma 5, del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto scuola, per il triennio 2006-2009, specifica che sono previste 25 ore settimanali per gli insegnanti della scuola dell’infanzia, 22 ore per la scuola primaria più due ore di programmazione, 18 ore nella secondaria di primo e secondo grado, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali.

Nella progettazione settimanale bisognerebbe indicare: gli argomenti o i temi per disciplina/microabilità (per progettazioni per competenze); i materiali per lo studio se diversi dal libro di testo (file di testo allegati, file audio o video allegati, link a risorse testuali, multimediali online), ma anche i materiali di lavoro (libro di testo, file di testo allegati, link a risorse testuali o multimediali online) e infine consegne (indicazioni e consigli per il lavoro da svolgere, revisione del lavoro tramite autocorrezione o restituzione al docente e relative scadenze, da evitare assolutamente quelle a tempo breve).

fonte utilizzata: orizzontescuola.it