GLOSSARIO PROFESSIONALE
Raccolta di vocaboli specifici della professione insegnante utilizzati durante il percorso di tirocinio. Riportare in calce alla spiegazione del significato del lemma, le fonti informative consultate e i nominativi degli autori.
Caratteri speciali | A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | TUTTI
A |
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ATTO DI INDIRIZZOATTO DI INDIRIZZO L’atto di indirizzo è il documento con cui il Dirigente scolastico definisce obiettivi, missioni e visione della scuola per un determinato periodo (spesso triennale). Serve come guida strategica: contiene le priorità educative, didattiche e organizzative della scuola. Tiene conto del contesto specifico della scuola: territorio, bisogni degli studenti, risorse disponibili, risultati e del quadro normativo nazionale. L’atto di indirizzo svolge più funzioni:
Norma di riferimento
Fonti:
Nominativi del gruppo di lavoro: Braida Siria, Guerra Nicole, Bazzeo Giulia, Caputo Giorgia, Conte Alice, Sangion Gaia, Paganotto Emma, Russo Margherita, Arbid Sara, Foti Francesca | |
AUTONOMIA SCOLASTICAL’autonomia scolastica è la capacità riconosciuta alle istituzioni educative di organizzare e gestire in modo indipendente la propria attività didattica, progettuale e di ricerca, pur rimanendo parte integrante del sistema nazionale di istruzione. Introdotta con la Legge n. 59 del 1997 e disciplinata dal D.P.R. n. 275 del 1999, consente alle scuole di elaborare il proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), adattando percorsi, metodi e tempi di apprendimento alle esigenze degli studenti e al contesto territoriale. Il suo fine principale è promuovere il successo formativo di ogni alunno, valorizzando la professionalità dei docenti e sostenendo un modello educativo fondato sull’innovazione, sulla partecipazione e sulla qualità dell’insegnamento. FONTI: https://it.wikipedia.org/wiki/Autonomia_scolastica https://www.istruzione.it/archivio/web/istruzione/famiglie/autonomia-scolastica.html https://www.orizzontescuola.it https://icserravalle.edu.it https://www.guidepraticheformazione.it https://www.luisatreccani.it https://www.istruzione.it https://blog.edises.it https://www.guidepraticheformazione.it/autonomia-scolastica/; https://www.edscuola.it/archivio/ped/autonomia/autonomia_scolastica NOMINATIVI DEL GRUPPO DI LAVORO: ALTAN LAURA, ANGELI MARTINA, BASSO STEFANIA, CIFLIKU LIVIA, DEREATTI GIULIANA, FRANZIN ILIA, LUNGHI CHIARA, MONTICOLO BARBARA, VECCHIO DEBORA, ZARCONE SIMONA | ||
Animatore digitaleL’animatore digitale, nella definizione generale richiamata anche dalla Treccani, è una figura che promuove e sostiene i processi di innovazione legati alla tecnologia. In ambito scolastico questo ruolo si amplia e diventa il punto di riferimento per accompagnare la comunità educativa nella trasformazione digitale. L’animatore digitale coordina azioni formative per i docenti, supporta l’uso consapevole degli strumenti digitali, promuove pratiche didattiche innovative e collabora con il dirigente e con il team per l’innovazione. Lavora per integrare le tecnologie in modo pedagogicamente fondato, garantendo inclusione, accessibilità e sicurezza. Si occupa anche di comunicazione, documentazione e diffusione delle buone pratiche, contribuendo allo sviluppo di una cultura digitale condivisa. La sua funzione unisce competenze tecniche, metodologiche e relazionali, fondamentali per sostenere la scuola nella continua evoluzione dei linguaggi e degli ambienti di apprendimento. Treccani, Vocabolario della Lingua Italiana Valentina Rossi | |
ApprendimentoL’apprendimento è un processo psichico e cognitivo attraverso cui l’individuo acquisisce nuove conoscenze, abilità e comportamenti, oppure modifica quelli già posseduti. È continuo, inizia dalla nascita e si basa sull’esperienza e sull’interazione con l’ambiente. Può manifestarsi come semplice memorizzazione, come elaborazione mentale o mediante l’osservazione e la pratica. Dal punto di vista psicopedagogico è considerato un processo adattivo, perché permette di rispondere ai cambiamenti del contesto e migliorare l’integrazione nell’ambiente fisico o sociale. Esistono diverse prospettive teoriche che lo spiegano: il comportamentismo lo interpreta come risposta a stimoli esterni e condizionamenti; il costruttivismo lo vede come costruzione attiva di significati; il cognitivismo pone l’attenzione sui processi mentali interni come memoria, attenzione e rappresentazione. In tutti i casi, l’apprendimento implica un cambiamento relativamente stabile e osservabile nel comportamento o nelle competenze di un individuo. | |