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GIOCO SIMBOLICO

Nei bambini, gioco tipico (il far finta di...) dell’intelligenza rappresentativa. La capacità di immaginare una qualsiasi realtà, anche se non presente e tangibile, costituisce un fenomeno prettamente umano. La finzione è caratterizzata dall’uso dei concetti già posseduti (per es., quello di casa) per classificare una realtà o un oggetto diverso (per es., una scatola), senza che vi sia un cambiamento di essi (ovvero, il riconoscimento dell’oggetto scatola con le esclusive prerogative di contenitore). Per un bambino, una scatola può rappresentare una casa perché alcune caratteristiche (per es., la forma cubica) ne evocano le pareti e il tetto; la scatola diventa dunque, per il bambino che gioca, una casa maneggevole da spostare a piacimento, nella quale si può entrare di nascosto dai grandi, far abitare le bambole, raccogliere i giocattoli. Il gioco simbolico, proprio in quanto creazione soggettiva, viene inizialmente praticato dal bambino soprattutto quando è solo, ma ben presto, con l’entrata nella scuola materna, diventa gioco di gruppo. Sembra che esso possa essere presente anche negli animali. I cani e i gatti inseguono spesso la propria coda, mordendola come se si trattasse di una preda o di un avversario, e capita frequentemente che tentino di ‘assaltare’ la ciotola del cibo o di ‘accoppiarsi’ con essa (con ripetuti tentativi di monta). Alcuni animali dominanti mostrano durante il gioco episodi di autoimpedimento e di ribaltamento dei ruoli, e in tal modo sembrano fingere di non essere tali, probabilmente nell’intento di indurre a giocare con loro i compagni che altrimenti non lo farebbero. È comunque raro che l’individuo che ha eseguito un autoimpedimento cerchi poi di dominare il suo compagno di gioco. 

Treccani. Enciclopedia della Scienza e della Tecnica (2008)


GOVERNANCE SCOLASTICA

OGGETTO: GOVERNANCE SCOLASTICA

 

SIGNIFICATO DEL LEMMA: La governance scolastica rappresenta il sistema di gestione, indirizzo e controllo delle istituzioni educative, finalizzato a garantire l'efficacia del processo educativo e la qualità dell’offerta formativa. Implica una molteplicità di attori coinvolti, tra cui i Dirigenti Scolastici, i docenti, il personale amministrativo, le famiglie e le istituzioni locali, con l’obiettivo di migliorare l'inclusività, la partecipazione e la responsabilità nelle scuole. L’autonomia scolastica, un principio fondamentale della governance, permette alle scuole di adottare scelte educative e organizzative in linea con le esigenze del contesto locale, pur rimanendo all'interno di un quadro normativo nazionale.

Ambiente educativo e organizzativo: La governance scolastica implica la gestione di un ambiente educativo che non solo promuove il benessere e l'apprendimento degli studenti, ma che gestisce anche le risorse umane e materiali in modo strategico. Prevede una continua interazione tra gli attori scolastici e le politiche educative, con il fine di garantire un'istruzione di qualità per tutti. Si inserisce in un contesto di cambiamento, dove la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica sono elementi fondamentali per il miglioramento dei processi didattici e amministrativi.

Finalità: L'obiettivo centrale della governance scolastica è assicurare che ogni istituzione scolastica possa operare con un elevato livello di autonomia, pur rispettando i principi di equità e qualità stabiliti dalla legge. La governance scolastica deve favorire l'inclusione, il diritto all'istruzione per tutti e la partecipazione attiva degli studenti e delle famiglie, cercando di rispondere alle sfide della società contemporanea e alle esigenze della comunità locale. Inoltre, è necessario promuovere la formazione continua degli insegnanti e la gestione responsabile delle risorse.

FONTI INFORMATIVE E DOCUMENTALI:

Legge 107/2015 (La Buona Scuola): Una delle principali leggi italiane che ha riformato la governance scolastica, introducendo l'autonomia scolastica, il rafforzamento del ruolo del dirigente scolastico e la partecipazione delle famiglie e degli studenti.

Costituzione Italiana (art. 34): Sottolinea il diritto all'istruzione come diritto fondamentale, implicando una governance che garantisca pari opportunità educative a tutti i cittadini.

Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD): Definisce le linee guida per l'innovazione digitale e la governance tecnologica nelle scuole italiane.

NOMINATIVI DEL SOTTOGRUPPO: Castello Manuela SF1000511, Cupi Antoneta SF1000734, Cordeschi Valentina SF1000486, Klavcic Raffaella SF1000467, Medeot Ilaria SF1000531, Caterina Salateo SF1000715, Stecchina Daniela SF1000487.


Giudizi sintetici.

I giudizi sintetici sono la nuova modalità di valutazione degli apprendimenti, introdotta nella scuola primaria, in sostituzione dei livelli descrittivi di apprendimento (avanzato, intermedio, base e in via di prima acquisizione). Essi rappresentano una forma di valutazione qualitativa che esprime, in modo sintetico, il livello di acquisizione degli apprendimenti raggiunto dall’alunno in relazione ai traguardi per lo sviluppo delle competenze indicati dalle Indicazioni nazionali per il curricolo.

Ogni giudizio si fonda sull’osservazione: dell’autonomia, della continuità, della tipologia di situazioni affrontate (note o non note) e dell’efficacia delle strategie utilizzate.

I livelli individuati dall’Allegato A dell’O.M. n. 3/2025 sono sei:

Ottimo, Distinto, Buono, Discreto, Sufficiente, Non sufficiente.

Essi descrivono in modo progressivo la padronanza degli obiettivi di apprendimento e la capacità di applicarli in contesti diversi.

Fonti di riferimento

·       Ministero dell’Istruzione e del Merito (2025). Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025 e Allegato A – Descrizione dei giudizi sintetici.

·       MIUR (2012). Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (agg. 2025).

Lavoro svolto da: Chiara Conti, Giulia Buri, Angelica Arlia, Annalisa Natate, Sofia Barbieri, Rosa Fierro, Sara Marincich, Anxhela Tufa, Federica Lazzaro, Camilla Sartor, Francesca Masiero.


Giudizio globale

Nominativi del sottogruppo: Tiziana Concetta Rotundo, Karoline Bandelli, Giorgia Vero, Sara Tiberio, Carlotta Mantovanelli, Elisa Scozzi, Marialuigia Malgeri Manzo.

Glossario: Giudizio globale

 

Il giudizio globale è una valutazione complessiva che sintetizza il livello di conoscenze, competenze e capacità dimostrato da uno studente o da un candidato al termine di un percorso di apprendimento o di una prova d’esame. A differenza dalle singole valutazioni parziali, il giudizio globale esprime una considerazione descrittiva e unitaria del rendimento, tenendo conto non solo dei risultati oggettivi (voti, punteggi), ma anche di aspetti qualitativi come la maturità critica, la capacità di rielaborazione personale, la partecipazione attiva e le capacità di rapportarsi con i pari e con gli adulti. Nella scuola primaria italiana, il giudizio globale assume una funzione particolarmente significativa. Esso accompagna la valutazione periodica e finale e fornisce una sintesi descrittiva del percorso formativo dell’alunno, in linea con quanto previsto dall’Ordinanza Ministeriale n. 172/2020 e dalle Linee guida del Ministero dell’Istruzione. Il giudizio globale descrive i progressi compiuti, il livello di acquisizione delle competenze chiave e le potenzialità di sviluppo, valorizzando la dimensione formativa e inclusiva della valutazione. In questa prospettiva, il giudizio globale non si limita a riassumere i risultati disciplinari, ma restituisce una visione integrata della persona che apprende, in continuità con il principio di centralità dell’alunno nel processo educativo. In ambito universitario, il giudizio globale può essere utilizzato nelle schede di valutazione, nei tirocini o nei colloqui finali, assumendo un valore descrittivo o orientativo più che meramente numerico. Esso contribuisce a fornire una rappresentazione più ampia e integrata del percorso formativo dello studente, favorendo altresì una riflessione sul ruolo della valutazione non solo come misurazione, ma come strumento di crescita e orientamento. Esso quindi si configura come una valutazione olistica e formativa, che intende descrivere lo sviluppo complessivo dell’alunno, valorizzando progressi, atteggiamenti, potenzialità e modalità di apprendimento, in relazione ai traguardi previsti dal curricolo. Attraverso il giudizio globale si ottiene una sintesi valutativa qualitativa che raccoglie e interpreta dati osservativi e documentativi relativi alle dimensioni cognitiva, metacognitiva, relazionale e motivazionale dell’alunno, tenendo conto del risultati raggiunti a tutti i livello del processo formativo.

 

 


Bibliografia 

        Biggs, J., & Tang, C. (2011). Teaching for Quality Learning at University. Open University Press.

        Trinchero, R. (2012). Valutare le competenze. Milano: FrancoAngeli.

        Castoldi, M. (2017). La valutazione autentica. Roma: Carocci.

        Crisp, G. (2012). Assessment in Higher Education: The Impact of Feedback and Judgment. Routledge.

        Guasti, L. (2013). Competenze e valutazione metodologica. Indicazioni e applicazioni pratiche per il curricolo. Trento: Erickson.

        Castoldi, M. (2021). Il nuovo giudizio descrittivo nella scuola primaria. Trento: Erickson.