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C

CAMPI DI ESPERIENZA

I campi di esperienza rappresentano gli ambiti fondamentali del percorso educativo nella scuola dell’infanzia. Attraverso il gioco, l’esplorazione e le relazioni, i bambini fanno esperienze significative che li aiutano a conoscere sé stessi, gli altri e il mondo. Ogni campo offre occasioni di crescita personale e sociale e contribuisce allo sviluppo delle competenze di base.
I cinque campi previsti dalle Indicazioni Nazionali (2012) sono:

-  Il sé e l’altro, che promuove la conoscenza di sé e delle regole della convivenza;

-  Il corpo e il movimento, che sviluppa consapevolezza corporea, autonomia e

benessere;

-  Immagini, suoni, colori, che favorisce la creatività e l’espressione attraverso linguaggi artistici;

-  I discorsi e le parole, che sostiene lo sviluppo linguistico e comunicativo;

-  La conoscenza del mondo, che incoraggia l’esplorazione, l’osservazione e le prime forme di pensiero logico.

Ogni campo di esperienza offre oggetti, situazioni, immagini, linguaggi riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura capaci di stimolare e accompagnare gli apprendimenti dei bambini, rendendoli sempre più sicuri. Le Indicazioni nazionali del 2012 sono state aggiornate nel 2018 con la previsione di “ nuovi scenari” che valorizzano soprattutto l’educazione alla cittadinanza, la sostenibilità ambientale e sociale (in riferimento all’Agenda 2030 dell’ONU), e lo sviluppo delle competenze digitali per una cittadinanza attiva e consapevole. Inoltre, promuovono un curricolo verticale e unitario, che accompagni i bambini e i ragazzi in un percorso continuo di formazione, volto a sviluppare pensiero critico, collaborazione e responsabilità verso sé stessi e il mondo.

Nominativi del sottogruppo: EMMA BIGAJ,ALBASINI IRENE, LABINAZ EITAN, DI FRONZO ELISA, VARLJEN MARGHERITA, NARDO MARTA, CAPRARO ANNA, TRUCCOLO BENEDETTA, FERRARI ANNALISA


COLLABORATORE DEL DS

La figura del Collaboratore del Dirigente Scolastico (DS) è un docente incaricato dal DS stesso  a cui vengono affidate alcune mansioni. In caso di assenza del DS ad alcune riunioni collegiali, il collaboratore può sostituirlo, funzione vicaria, ma non in tutte le sue mansioni. Il collaboratore del DS, infatti, deve svolgere alcune funzioni amministrative, organizzative e didattiche al fine di supportare il DS, tra queste l'organizzazione del Piano annuale per le attività collegiali, per l'elaborazione per l'orario delle lezioni, per raccogliere le esigenze didattiche di gestione e di formazione dei vari plessi.

Fonte: PTOF Istituto Comprensivo C. Gouthier Perosa Argentina (Torino)


CURRICOLO IMPLICITO

Lo spazio è l'elemento primario del curricolo implicito, il contesto in cui i bambini vivono le loro esperienze, è un luogo di vita e di cultura  dove si curano le modalità di incontro del bambino con  le cose e le persone. Lo spazio-scuola  organizzato secondo finalità educative è promotore di sviluppo di competenze e assume un ruolo fondamentale nella maturazione della identità e nella conquista dell'autonomia.
Le azioni nel loro svolgimento spontaneo portano all'acquisizione di abilità, alla consapevolezza progressiva dei gesti, a forme differenziate di socializzazione; le stesse routine hanno valenza educativa con una chiara intenzionalità pedagogica. 
Il tempo nella scuola non è un vuoto contenitore da riempire ma un luogo dove vengono vissute le relazioni e realizzati scoperte e apprendimenti; la scansione delle parti della giornata nella sua flessibilità e modularità, è pensata  intenzionalmente, per aiutare i bambini nel progressivo apprendimento dell'autonomia  e della responsabilità a sentirsi parte di tutto e ad acquisire abilità. 
Dalle modalità con cui la routine è organizzata si possono intravedere il livello d'efficacia educativo  e può aiutare il docente a farsi un idea sempre più precisa dei processi costruttivi. 


Certificazione delle competenze

La certificazione delle competenze accompagna il documento di valutazione degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e rappresenta un atto educativo legato ad un processo di lunga durata e aggiunge informazioni utili in senso qualitativo in quanto descrive i risultati del processo formativo.

Il documento di certificazione delle competenze, rilasciato alla fine della classe quinta della scuola primaria, viene redatto dalla scuola e consegnato alla famiglia dell'alunno e, in copia, all'istituzione scolastica o formativa del ciclo successivo (nel caso della primaria alla scuola secondaria di primo grado di destinazione dell'alunno).

La certificazione delle competenze va intesa come valutazione complessiva della capacità degli allievi di utilizzare i saperi acquisiti per affronare compiti e problemi, complessi e nuovi, reali o simulati. Viene incoraggiato pertanto l'uso degli apprendimenti acquisiti nell'ambito delle singole discipline all'interno di un processo globale di crescita individuale, stabilendo connessioni fra le conoscenze acquisite .

La certificazione delle competenze richiede quindi un'attenzione dei docenti alle domande, anche implicite, degli alunni e stimola l'autonomia, la creatività e la responsabilità professionale degli insegnanti.

La formulazione della certificazione delle competenze prevede una progettazione curricolare e una pianificazione didattica che permetta all'alunno di imparare attraverso l'esperienza, di riflettere metacognitivamente e apprendere metodi attraverso i quali imparare in autonomia, anche interagendo e collaborando con i pari.

I livelli secondo cui vengono valutate le competenze sono:
A-Avanzato (l'alunno/a svolge compiti e risolve problemi complessi, mostrando padronanza nell'uso delle conoscenze e delle abilità, propone e sostiene le proprie opinioni e assume in modo responsabile decisioni consapevoli)

B-Intermedio (l'alunno/a svolge compiti e risolve problemi in situazioni nuove, compie scelte consapevoli, mostrando di saper utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite)

C-Base (L'alunno/a svolge copmiti semplici anche in situazioni nuove, mostrando di possedere conoscenze e abilità fondamentali e di saper applicare basilari regole e procdedure apprese)

D- Iniziale (L'alunno/a, se opportunamente guidato/a, svolge compiti semplici in situazioni note)

Bibliografia

"Linee guida certificazione delle competenze - Linee guida certificazione delle competenze". Mi - Ministero dell'istruzione. Consultato il 7 novembre 2025. https://www.mim.gov.it/-/linee-guida-certificazione-delle-competenze.

Emma Paganotto


Classe

La classe scolastica è l’unità fondamentale dell’organizzazione didattica e amministrativa della scuola. È costituita da un gruppo di alunni che, appartenendo allo stesso anno di corso e allo stesso ordine di studi, condividono spazi, tempi, docenti e percorsi di apprendimento comuni. 

 La classe rappresenta contemporaneamente: 

  • un ambiente fisico, identificato nell’aula in cui si svolgono le lezioni 

  • un gruppo sociale, in cui si sviluppano relazioni, dinamiche affettive e processi di crescita personale 

  • un’unità pedagogica e didattica, nella quale l’insegnante promuove l’apprendimento, la collaborazione e la formazione integrale degli alunni 

  • un’entità amministrativa e normativa, disciplinata da regolamenti statali che ne stabiliscono composizione e gestione (come il DPR 81/2009 e il D.Lgs. 297/1994) 

Presso ciascuna scuola, il consiglio di circolo (primaria) indica i criteri generali per la formazione delle classi, mentre il collegio dei docenti, tenendo conto di tali criteri, formula al capo d’istituto proposte specifiche per la loro formazione e composizione (art. 10 e 7 del d. legisl. 297/94). Sia i criteri generali sia le proposte non possono in linea generale stabilire il contingente numerico delle classi che è determinato dalla legge. 

Il Dirigente scolastico organizza le classi iniziali di ciclo delle scuole in base al numero complessivo degli iscritti e assegna gli alunni alle sezioni tenendo conto delle scelte fatte dai genitori in fase di iscrizione. Il numero minimo e massimo di alunni costitutivo delle classi può essere incrementato o ridotto del 10%. Il numero degli alunni nelle classi iniziali che accolgono alunni con disabilità non può superare il limite di 20. 

 L’ordinamento per classi è tipico dell’istruzione primaria e secondaria. La loro formazione avviene sulla base dei criteri generali stabiliti dal consiglio di circolo o di istituto e delle proposte formulate dal collegio dei docenti, mentre il dirigente scolastico organizza le classi iniziali in funzione del numero degli iscritti e delle scelte delle famiglie. La normativa prevede limiti minimi e massimi di alunni per classe, con una variazione consentita del 10%; nelle classi iniziali che accolgono alunni con disabilità il numero massimo non può superare i 20. 

In sintesi, la classe è una comunità di apprendimento e di vita, in cui l’educazione formale si intreccia con l’esperienza sociale, costituendo il nucleo primario del percorso educativo di ogni studente. 


Collegio Docente

Il Collegio dei Docenti è l’organo collegiale composto da tutto il personale docente di ruolo e non di ruolo in servizio nell’istituzione scolastica, inclusi i docenti di sostegno, che assumono la contitolarità delle classi in cui operano. È presieduto dal Dirigente scolastico, che ne cura anche la convocazione mediante una circolare contenente giorno, ora, luogo, ordine del giorno e durata prevista. 

È l’organo con potere deliberante in materia didattica e ha il compito di programmare, coordinare e verificare l’azione educativa dell’istituto, nel rispetto della libertà di insegnamento e degli ordinamenti scolastici nazionali. Con l’introduzione dell’autonomia scolastica (DPR 275/1999), le sue competenze si sono ampliate, in particolare riguardo alla progettazione curricolare, organizzativa e di ricerca/sperimentazione. 

Principali competenze - Il Collegio dei Docenti: 

  • programma l’azione educativa e adegua i programmi di insegnamento alle esigenze del territorio, favorendo il coordinamento interdisciplinare; 

  • formula proposte al Dirigente scolastico sulla formazione delle classi, sull’assegnazione dei docenti e sull’orario delle lezioni; 

  • delibera la suddivisione dell’anno scolastico in periodi (quadrimestri o trimestri); 

  • valuta periodicamente l’andamento dell’attività didattica e propone interventi migliorativi; 

  • adotta i libri di testo e sceglie i sussidi didattici; 

  • promuove e adotta iniziative di sperimentazione e innovazione didattica; 

  • promuove attività di aggiornamento e formazione dei docenti; 

  • elegge i docenti collaboratori del Dirigente scolastico (in numero variabile secondo la popolazione scolastica) e i rappresentanti nel Consiglio d’Istituto; 

  • elegge al proprio interno i componenti del Comitato di valutazione dei docenti: 

  • programma iniziative per l’inclusione e il sostegno degli alunni con disabilità; 

  • esamina i casi di difficoltà degli alunni per individuare le misure più opportune di recupero; 

  • esprime pareri su provvedimenti disciplinari urgenti riguardanti il personale docente; 

  • si pronuncia su altri aspetti didattici previsti da norme specifiche (es. educazione alla salute, prevenzione dipendenze). 

Il Collegio si insedia all’inizio di ogni anno scolastico e si riunisce tutte le volte che il Dirigente scolastico lo ritenga necessario o quando lo richieda almeno un terzo dei componenti, comunque almeno una volta a trimestre/quadrimestre. Le riunioni si svolgono durante l’orario di servizio, ma non durante le ore di lezione. 


Collegio docenti

Lavoro svolto dal seguente gruppo: Chiara Battiston, Giorgia Scroccaro, Chiara Viatori, Giada Bragato, Damiano Saccon, Gioia Macor, Morena Aloe, Samuel Tartari, Emily Pisciotta e Vittoria Donaglio

                                                                                        COLLEGIO DOCENTI 

Il collegio docenti è l'organo collegiale che pianifica, coordina, valuta e delibera su tutti gli aspetti didattici e formativi della scuola; è composto dal personale docente di ruolo e non di ruolo in servizio nell'istituzione scolastica ed è presieduto dal Dirigente scolastico. Ha una durata annuale, ciò vuol dire che entra in carica all'inizio dell'anno scolastico e decade al termine dell'anno stesso. In particolare, cura la programmazione dell'azione educativa anche per adeguare, nell'ambito degli ordinamenti della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare.

Si articola in dipartimenti disciplinari o commissioni composti da docenti specializzati nella stessa disciplina o appartenenti alla stessa area disciplinare, preposti per prendere decisioni comuni su determinati aspetti importanti della didattica; vi è anche un'ulteriore divisione del CdD, infatti all'interno di ogni plesso troviamo: consigli di intersezione ( per la scuola dell'infanzia), consigli di interclasse ( per la scuola primaria) e infine consigli9 di classe (per la scuola secondaria). 

Affinché il collegio dei docenti possa riunirsi per deliberare servono due condizioni: il quorum costitutivo, cioè la presenza di almeno la metà più uno dei membri e il quorum deliberativo, cioè che le decisioni siano approvate a maggioranza assoluta. Al termine della riunione, un docente collaboratore del dirigente scolastico redige il verbale delle delibere, che serve a documentare le decisioni prese. Il verbale viene poi firmato dal dirigente e dal presidente del collegio e deve essere approvato nella riunione successiva, di solito come primo punto dell'ordine del giorno. 

https://www.mim.gov.it/organi-collegiali 

https://www.luisatreccani.it/organi-collegiali/


Compliance

La compliance è il grado di adesione, conformità o allineamento di un soggetto alle regole, alle indicazioni e agli standard definiti da un’autorità, da un’organizzazione o da un sistema normativo. In senso generale, il termine indica la disponibilità a rispettare procedure, protocolli, direttive o modelli comportamentali considerati necessari per garantire il buon funzionamento di un contesto istituzionale o professionale. Secondo l’impostazione descritta dalla Treccani, la compliance rimanda alla “conformità a norme, protocolli o indicazioni” e alla “adesione collaborativa” del soggetto coinvolto.

Nel campo giuridico e amministrativo, il termine è legato ai sistemi di controllo interno e alle politiche di prevenzione, progettate per assicurare che le organizzazioni operino nel rispetto delle normative vigenti. In ambito sanitario, la compliance indica la collaborazione del paziente nel seguire un trattamento o un percorso indicato dai professionisti. Più in generale, nelle scienze sociali e nei contesti formativi il concetto può essere ampliato ad atteggiamenti di responsabilità, consapevolezza e partecipazione attiva al rispetto delle regole condivise, non solo come obbedienza ma come adesione motivata.

Nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, la compliance assume un significato educativo e sviluppo-specifico: riguarda la capacità dei bambini di accogliere, rispettare e interiorizzare regole, routine e indicazioni, contribuendo alla costruzione di un ambiente sicuro, accogliente e cooperativo. Nei primi anni di vita scolastica, la compliance non è un obiettivo in sé, ma un processo graduale che nasce dalla relazione educativa, dall’imitazione dell’adulto e dalla comprensione emotiva del contesto.
Nella scuola dell’infanzia, la compliance si sviluppa soprattutto attraverso l’esperienza diretta, il gioco, la conversazione guidata e la condivisione di routine quotidiane. In questa fase i bambini iniziano a comprendere il senso delle regole grazie alla mediazione dell’insegnante, che offre modelli coerenti, contenimento emotivo e un ambiente prevedibile.
Nella scuola primaria, il concetto si amplia e si rafforza: non riguarda più solo il rispetto delle regole, ma anche la capacità di autoregolarsi, cooperare, partecipare in modo consapevole e contribuire alla vita di classe. La compliance diventa allora una forma di responsabilità e cittadinanza attiva, in linea con le finalità delle Indicazioni Nazionali per il curricolo, che richiedono di sviluppare competenze sociali, etiche e collaborative.
In entrambe le fasce d’età, una buona compliance non corrisponde a obbedienza passiva: si tratta di un’adesione significativa, sostenuta da dialogo, coerenza educativa, motivazione interna e partecipazione attiva dei bambini ai processi di costruzione delle regole. Gli insegnanti, attraverso un clima relazionale positivo, favoriscono così lo sviluppo di competenze socio-emotive fondamentali per la vita scolastica e personale.

Fonti:
  • Vocabolario Treccani: voce compliance.
  • Ministero dell’Istruzione e del Merito, Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (2012).
  • Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) – definizioni di compliance in ambito sanitario come adesione collaborativa al trattamento.

Gruppo: Vera Cenedese, Davide De Cillia, Claudia De Sossi, Elisa Gottardo, Maryam Pompeo, Emanuela Rizzi, Erick Vit


Consiglio di Istituto

Il Consiglio di Istituto (CdI) è un organo collegiale di rappresentanza di un istituto scolastico, composto da rappresentanti di diverse categorie di soggetti tra cui il Dirigente Scolastico, che presiede il CdI, i docenti (rappresentanti eletti dai docenti dell'istituto), il personale non docente (rappresentanti eletti dal personale amministrativo e tecnico dell'istituto), i genitori (rappresentanti eletti dai genitori degli studenti dell'istituto, solo nelle scuole primarie e secondarie di primo grado). Il numero di componenti che ne fanno parte varia secondo il numero degli alunni iscritti (14 componenti per le scuole con una popolazione scolastica fino a 500 alunni e 19 componenti per le scuole con una popolazione scolastica superiore a 500 alunni).

Il Consiglio di Istituto: definisce gli obiettivi e le strategie dell'istituto, approva il piano di offerta formativa e il bilancio dell'istituto; valuta l'andamento dell'attività didattica e amministrativa dell'istituto, sulla base dei dati e delle informazioni fornite dal dirigente scolastico e dal personale dell'istituto; prende decisioni in merito alla gestione del personale e delle risorse dell'istituto; rappresenta gli interessi degli studenti, dei genitori e del personale dell'istituto e garantisce la partecipazione di tutti i soggetti interessati alla vita dell'istituto.

In una prima fase il CdI viene eletto a maggioranza assoluta o nelle successive votazioni a maggioranza relativa. La figura del presidente del consiglio d’Istituto è incarnata da un componente dei rappresentanti dei genitori, questi delega le funzioni di segreteria ad un membro del consiglio stesso.

Il Consiglio di Istituto elegge una giunta esecutiva, composta di un docente, da un ATA e da due genitori (negli istituti di Istruzione secondaria di secondo grado e negli Istituti artistici la componente genitori si riduce ad un solo membro e il rappresentante degli studenti è chiamato a coprire il posto vacante). Della giunta fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell’Istituto, ed il DSGA che svolge anche funzioni di segretario della giunta stessa. Questa ha il compito preparare ed eseguire gli atti del Consiglio, predispone il bilancio consuntivo e il conto preventivo, approntare i lavori del Consiglio e curare l’esecuzione delle relative delibere.

Possono essere chiamati a partecipare alle riunioni del Consiglio, a titolo consultivo, gli specialisti che operano in modo continuativo nella scuola con compiti di orientamento e medico-psico-pedagogici.

Il CdI ha un ruolo fondamentale nella governance dell'istituto scolastico, in quanto:

- garantisce la partecipazione di tutti i soggetti interessati alla vita dell'istituto

- definisce gli obiettivi e le strategie dell'istituto

- valuta l'andamento dell'attività didattica e amministrativa dell'istituto

- prende decisioni in merito alla gestione delle risorse dell'istituto

 

Le competenze del Consiglio di Istituto sono ampie e definite principalmente dal Testo Unico sull'Istruzione (D.Lgs. 297/94).

Le più importanti interessano:

  • l’adozione del P.T.O.F. (piano triennale dell'offerta formativa) su proposta del collegio dei docenti
  • adozione del programma annuale (budget finanziario) e del conto consuntivo
  • deliberazione in merito all'acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e didattiche
  • indicazioni sui criteri per l'attività extra-scolastica, i viaggi di istruzione e le visite guidate
  • determinazione dei criteri per l'utilizzazione di locali e beni della scuola da parte di soggetti esterni
  • adozione del regolamento d'istituto, che disciplina l'organizzazione e il funzionamento interno della scuola.

Le elezioni per il il rinnovo dei consigli di circolo/istituto si svolgono ogni triennio, oppure quando non sono presenti tutte le componenti (articolo 8 del Decreto Legislativo 297 del 16 aprile 1994 e successive modifiche).

Alice Fondi, Annalisa Recchia, Erika De Pra, Chiara Lunghi, Anna Rita Fadda, Carola Baldoni, Valentina Rosso, Sofia Chierego, Deisy Rita Saieva.

https://www.mim.gov.it/organi-collegiali

https://www.orizzontescuola.it/


Curricolo esplicito

È l'insieme delle mete formative che la scuola dichiara di voler raggiungere. Include obiettivi di apprendimento con definizione ed individuazione di conoscenze, abilità e competenze, contenuti essenziali dei campi di esperienza, progressione di obiettivi e sviluppo di competenze, anche grazie all'esperienza diretta, metodologie da utilizzare in aula. Tra le finalità del curricolo esplicito ci sono lo sviluppo dell'indentità, dell'autonomia, della competenza e dell'avvio alla cittadinanza.


Curriculo implicito

 Una pedagogia implicita e irriflessa ma pur sempre influente sul comportamento degli individui in via di sviluppo che ne sono i destinatari, una pedagogia iscritta nella disposizione degli arredi e degli ambienti, nelle modalità di gestione degli incontri e delle attività, nelle “norme” che regolano la vita collettiva  (…) nelle routine, negli eventi e nelle situazioni che ritmano e scandiscono la quotidianità della vita scolastica che non solo ha ricadute sulla vita e la crescita degli alunni ma anche contraddistingue, in maniera peculiare,  ciascun ambiente educativo”.  Le dimensioni del curricolo implicito. La dimensione emotivo-affettiva e socio-relazionale tra docenti -studenti  e tra studenti-studenti e tra docenti-docenti. La gestione ottimale degli spazi (le pareti parlanti strutturazione e de-strutturazione degli spazi). La gestione del tempo educativo. Le regole: implicite o  esplicite, dichiarate e non, che strutturano le modalità di relazione e di funzionamento del gruppo classe.

da http://www.mantova.istruzione.lombardia.it/icare/Il.curricolo.implicito.pps#257,2,CURRICOLO FORMATIVO

Lavoro svolto da : Chiara Conti, Giulia Buri, Angelica Arlia, Annalisa Natale, Sofia Barbieri, Rosa Fierro, Sara 
Marincich, Anxhela Tufa, Federica Lazzaro, Camilla Sartor, Francesca Masiero.


cura

cura s. f. [lat. cūra]. – 1. a. Interessamento solerte e premuroso per un oggetto, che impegna sia il nostro animo sia la nostra attività: dedicare ogni calla famigliaall’educazione dei figliai proprî interessiavere c., prendersi cdi qualcuno o di qualche cosa, occuparsene attivamente, provvedere alle sue necessità, alla sua conservazione: avere cdella propria personadei proprî oggettiavere cdel bestiamedei fioridell’ortonon darsi cdi nulla, disinteressarsi di tutto, essere indolente. In partic.: in zoologia, cparentali, v. parentale; in agraria, ccolturali, quelle dedicate alle piante coltivate, dopo la loro nascita e nel corso della loro vegetazione (zappature, rincalzature, diradamenti, concimazioni in copertura, scerbature, cimatura, ecc.); in tabacchicoltura, trattamento a cui vengono sottoposte le foglie dopo la raccolta: cal solecad ariaca fuoco direttob. Riguardo, attenzione: conservarecustodire con c.; aversi c., avere riguardi per sé stesso, e soprattutto per la propria salute. Al plur., premure, vigile assistenza: cpazientiassidueaffettuosematernefilialiraddoppiare le c.; affidare i figli alle cdi un buon maestroc. Impegno, zelo, diligenza: porre cin qualche cosalavoro fatto con molta c.; indagare con la massima curad. L’attività in cui si è direttamente impegnati: la cdella casale cdello statole gravi cdel suo ufficio; locuz. a cura di (meno com. per cura di), per opera di: nuova edizione a cdi ...; la somma è stata raccolta a cdel Comitatoe. Oggetto costante (costituito da persone o cose) dei proprî pensieri, delle proprie attenzioni, del proprio attaccamento: l’unica sua cè la famiglianon ha altra cche lo sportil giocolo studio, ecc. 2. a. Il complesso dei mezzi terapeutici e delle prescrizioni mediche che hanno il fine di guarire una malattia (sinon. di terapia, ma con significato e uso più ampî): la cdei tumoridelle affezioni polmonaridelle nefropatiecdimagranteprovare un nuovo metodo di c.; prescrivereadottare una c.; fare una c.; sottoporre (un malato), e sottoporsi a una c.; seguire scrupolosamente la c.; tutte le csono state vaneuna cefficacemiracolosacpreventiva, lo stesso che profilassicasa di cura, clinica privata, sanatorio; località di cura, località dove si sfruttano mezzi terapeutici naturali; imposta di cura (o di soggiorno), tributo comunale imposto a tutti coloro che temporaneamente dimorano in stazioni di soggiorno, di cura o turistiche e altre località climatiche, balneari, termali, ecc. b. Uso continuato di un rimedio: fare la cdel chininodel cortisonedegli antibioticila cdelle acquec. L’opera prestata dal medico per guarire un ammalato: avere un malato in curaaffidarsi alle cdi un valente internistaessere in cura (o sotto cura). 3. a. Attività di assistenza, sorveglianza e sim., nelle varie forme con cui essa viene esercitata da un curatore (con sign. meno specifico di curatela): la cdi un fallimento; più genericam., amministrazione: la cdegli affaridell’aziendadel patrimoniob. In diritto romano, istituto di diritto pubblico che consisteva nell’attribuzione a magistrati straordinarî di compiti particolari che o non rientravano nella competenza delle magistrature ordinarie o richiedevano un’attività specializzata e intensa che da queste ultime non si sarebbe potuto pretendere; per estens., nel medioevo, governo, ufficio, e anche il luogo in cui esso si esercita. 4. In senso spirituale, cura d’anime, il governo delle coscienze, e in partic. il ministero che esercita il sacerdote nella sua parrocchia; di qui, cura, con uso assol., l’insieme dei fedeli affidati al parroco o «curato», e la casa parrocchiale con la chiesa: avere una cvastanumerosaquella [viottola] a destra saliva verso il montee menava alla c. (Manzoni). 5. letter. Pensiero molesto, affanno, preoccupazione (conforme al sign. latino del termine); per lo più al plur.: essere oppresso da gravi c.; avere l’animo sgombro da cureSento gli avversi Numie le secrete Cure che al viver tuo furon tempesta (Foscolo); Il dissidioo mortalde le tue cure (Carducci). ◆ Dim. curéttacurettina (soprattutto nel senso di terapia medica).

vocabolario Treccani